Mercato Centrale Torino accoglie nuovi artigiani e promuove l’integrazione sociale attraverso il cibo
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| Maggio 2023 | 589 Visite | con Commenti disabilitati su Mercato Centrale Torino accoglie nuovi artigiani e promuove l’integrazione sociale attraverso il cibo

Nonostante gli entusiasmi dell’inizio, in qualche modo si era percepito già solo un anno dopo che Porta Palazzo, non fosse il luogo adatto dove ospitare Mercato Centrale , con la formula iniziale di proposte troppo “stellate” che cozzavano con l’ambiente esterno di Palazzo Fuksas. Porta Palazzo per quanto amato come quartiere, per il mercato rionale più grande d’Europa, soffre da sempre di un certo degrado che non è particolarmente apprezzato dalle “madamine” torinesi che prediligono quartieri più residenziali e storici per cenare nei ristoranti stellati. È ben noto che il fatturato non perdona, e di conseguenza, diverse personalità definite dai molti “della cucina stellata” hanno lasciato il Mercato Centrale in meno di un anno dall’apertura, alcuni con toni polemici, altri in modo amichevole.

Ma nonostante le grandi stelle abbandonavano la nave di Mercato Centrale, come Schettino abbandonò la Costa Concordia, il patron Umberto Montano ha saputo guardare avanti, dando una declinazione più POP , più affine giovane e dinamica alla sua attività di Torino. Lo diceva anche Henry Ford “Quando tutto sembra andare male, ricorda che gli aerei decollano contro vento, non con il vento a favore” , infatti i grandi imprenditori fanno cosí, non demordono e riescono anche a cambiare declinazione ai loro progetti rendendoli persino più interessanti delle proposte iniziali.

Il Mercato Centrale di Torino si arricchisce oggi di nuove eccellenze culinarie, offrendo una varietà di sapori e prodotti sempre di alta qualità, ma sicuramente con uno spirito più versatile. L’arrivo di artigiani talentuosi, provenienti da diverse tradizioni gastronomiche, anima il cuore del mercato e aggiunge un tocco di freschezza e creatività.

Tra le nuove proposte, spiccano la pizza e i fritti di Marco Quintili (crea dipendenza), il pesce fresco di Benito Di Mola e Sebastiano Pipicella, la gelateria di Rea Silvia Gullì e il ristorante La Piola, che celebra la tradizione italiana. L’ultima arrivata è Delivery Valley, il progetto firmato dai due ex concorrenti di Masterchef, Maurizio Rosazza Prin e Alida Gotta. Inizialmente nato nel 2020 come dark kitchen, Delivery Valley si è evoluto fino a diventare un punto di riferimento nel panorama culinario torinese, trasformando l’offerta di delivery in un’esperienza live.

Queste nuove proposte si inseriscono perfettamente nello spirito nuovo, divertente e dinamico del Mercato Centrale, portando con sé passione ed eccellenza. Umberto Montano, patron del Mercato Centrale, afferma: “Ci piace pensare a Mercato Centrale come un luogo vivo, vitale, che si trasforma continuamente senza mai perdere la sua essenza. È uno spazio dove le persone si riuniscono e condividono delizie provenienti dalle cucine di grandi professionisti, che offrono il loro sapere e i loro sapori in un progetto unico a Torino”.

Ma il Mercato Centrale è più di un semplice luogo gastronomico, oggi è diventato un luogo di vera integrazione, dove diverse comunità si sentono a loro agio, raccontandosi e mescolandosi. Montano sottolinea con orgoglio che “l’integrazione sociale che tanto auspichiamo e di cui tanto parliamo qui accade davvero, forse come in nessun altro spazio privato in Italia”. Un esempio tangibile di questa integrazione è stato il recente evento organizzato dalla comunità islamica torinese per festeggiare la fine del Ramadan presso il Mercato Centrale. Questo ha rafforzato l’idea che il Mercato sia diventato un luogo speciale, un progetto pionieristico di integrazione.

In un contesto così vibrante e multiculturale, il Mercato Centrale è lieto di dare il benvenuto ai nuovi artigiani, che arricchiscono l’offerta culinaria e contribuiscono a rendere lo spazio ancora più coinvolgente. Il Mercato Centrale si conferma come uno dei luoghi più vivaci ed effervescenti della città, offrendo un’esperienza unica dove il cibo diventa un veicolo per l’integrazione sociale e la diversità culturale.

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