Iran vs. Arabia Saudita
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| 2016 | From The World | News
| Gennaio 2016 | 2212 Visite | con Commenti disabilitati su Iran vs. Arabia Saudita

Iran contro Arabia Saudita. Ma la partita vera si gioca in Europa, non in Asia. La visita del presidente iraniano Hassan Rohani segna un punto a favore di Teheran nella contesa per la leadership nell’area del Golfo. Indubbiamente, in questa fase, l’Iran è avvantaggiato perché la fine delle sanzioni e lo sblocco di enormi risorse finanziarie congelate consente al governo di Teheran di manovrare con facilità. E la crisi mondiale, con il rallentamento delle economie europee ed asiatiche, ma anche sudamericane, permette agli iraniani di fare shopping a prezzi vantaggiosi.

Anche in questo caso con una differenza sostanziale, e sempre a favore di Teheran: l’Arabia ha impiegato le immense ricchezze accumulate grazie al petrolio per acquisire industrie, hotel, servizi in ogni parte del mondo. Incassando sostanziosi dividendi, ma non mutando la realtà economica del Paese. Riad continua a prosperare grazie al petrolio ed il basso prezzo del greggio danneggia il Paese. L’Iran, al contrario, anche per effetto delle sanzioni ha dovuto investire sulle capacità produttive e di servizio del proprio Paese. Penalizzato dall’impossibilità di acquistare macchinari d’avanguardia o le innovazioni in molti settori o, ancora, impianti moderni per i vari settori di attività.

Ma ora che Teheran ha di nuovo a disposizione le risorse finanziarie, ha immediatamente avviato il meccanismo di spesa. E Rohani ha una lunghissima lista della spesa che va dagli impianti petroliferi alle infrastrutture portuali, dagli aerei per l’aviazione civile ai macchinari per industria e agricoltura. Perché, nell’ottica degli iraniani, il petrolio rappresenta solo una delle opportunità per il rilancio dell’economia del Paese. Che deve crescere in modo armonico, coinvolgendo industria pesante e leggera, agricoltura e turismo, servizi alle imprese e cultura.

Una strategia che avrebbe dovuto caratterizzare anche la Russia, ma Mosca è in grave ritardo su questo fronte. Come è in ritardo sul soft power che rientra invece tra gli obiettivi degli iraniani. Impegnati anche in una missione diplomatica della simpatia, con tanto di visita al Papa per sottolineare il ruolo fondamentale di Teheran nella lotta al terrorismo islamico di stampo sunnita. Mentre Riad è da sempre accusata di essere tra le grandi finanziatrici e protettrici dell’Isis.

E non va dimenticato che l’Iran, durante il periodo delle sanzioni, ha sempre potuto contare sul sostegno della Cina e a Teheran hanno già chiarito che chi si è dimostrato “amico” nei momenti di difficoltà sarà considerato ancora più “amico” al momento di concludere gli affari. Ma anche l’Italia, sotto questo aspetto, non è messa male. E le commesse da parte iraniana saranno sicuramente considerevoli.

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