Salone del Libro e l’economia editoriale
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| Maggio 2016 | 2047 Visite | con Commenti disabilitati su Salone del Libro e l’economia editoriale

Si apre il Salone del Libro di Torino e c’è da entusiasmarsi di fronte ai dati relativi all’economia editoriale in Italia. Dati addirittura trionfali, secondo il comunicato dell’Aie (l’associazione degli editori). Nel primo quadrimestre di quest’anno, infatti, la crescita del fatturato per le vendite di libri di carta è stata dello 0,1%. Praticamente un boom, un successo che ha dell’incredibile. E che fa seguito all’altrettanto entusiasmante dato dell’intero 2015, chiuso con un incremento dello 0,7% che sale ad un clamoroso +1,6% considerando gli e-book. Come si può non essere ottimisti di fronte a questi incrementi stratosferici?

Beh, si può. Perché, ad esempio, lo 0,1% di aumento del fatturato nella prima parte di quest’anno è accompagnato da un calo del 3,4% delle copie vendute. In altri termini si legge di meno ma i libri costano di più. Non è che sia un segnale proprio positivo. Qualche dubbio dovrebbe sorgere, più o meno spontaneo. Sino a quando sarà in equilibrio il rapporto tra il calo di lettori e l’aumento dei prezzi? Quando, di fronte al prezzo eccessivo, il lettore rinuncerà all’acquisto? In ogni caso si continua a pubblicare molto.

Il premio Acqui Storia, il più importante riconoscimento europeo nel settore del libro storico, vede aumentare ogni anno il numero dei volumi partecipanti. Si legge di meno ma tutti sono convinti di saper scrivere e di avere, nel cassetto, il saggio od il romanzo che sconvolgerà il mondo. Ci sono anche aspetti positivi. Perché di fronte alla grande concentrazione editoriale Mondadori-Rizzoli si moltiplicano le piccole case editrici che cercano spazi di libertà. Il problema è nella distribuzione. Un grande problema per chi non si accontenta di pubblicare un libro destinato ad una piccola nicchia territoriale o di pubblico particolare. Ed anche questo incide, negativamente, sulle vendite complessive.

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