Dove investire nel 2014Investing in 2014
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| 2014 – Numero 1
| Febbraio 2014 | 4992 Visite | con No Comments

L’ircocervo politico con le sue disfunzioni, talvolta subitanee ed improvvise, si riversa in modo ineluttabile sull’economia, cui si attaglia necessariamente un andamento ondivago, con i suoi periodi, più o meno lunghi, di crescita, decrescita o stabilità

Un rimedio universale ed immediato per scrollarci di dosso il gravame della soverchiante crisi economica risulta velleitario, ma, con una disamina della situazione è possibile avanzare ipotesi sull’avvenire e, pertanto, capire quali siano gli investimenti migliori per i nostri risparmi. Investimenti che possano farci guadagnare nel prossimo futuro.

Per rendere meno nebuloso l’orizzonte che va profilandosi, Guido Morra, promotore di Finanza e Futuro (gruppo Deutsche Bank), risponde ad alcune nostre domande.

Quali investimenti si sono rivelati più proficui nel 2013?

“Nel 2013 i capitali che hanno generato più valore sono stati quelli sui mercati azionari di Paesi sviluppati: Europa, Stati Uniti e Giappone in primis. I Paesi emergenti hanno invece subìto un rallentamento economico che si è ripercosso negativamente sui mercati e sulle loro valute”.

Nel 2014 sarà ancora redditizio investire nella borsa americana, europea e giapponese?

“Crediamo di sì. A parer dei nostri strategisti, i mercati che potranno meglio performare nel 2014 sono appannaggio delle economie consolidate, con una riserva nei confronti del Giappone. Il mercato azionario in questo Paese è cresciuto in modo macroscopico negli ultimi 12 mesi, registrando una performance molto sostenuta. Questo movimento è stato guidato principalmente da una variazione delle aspettative, in larga parte legate al possibile impatto sulle imprese esportatrici della svalutazionae dello yen prodotta dall’aggressiva politica monetaria della BoJ. Ora, sarà importante osservare se il primo ministro Abe sarà in grado di completare l’effetto creato dal cambio di corso della politica monetaria con le riforme strutturali necessarie al Giappone per innescare una crescita sostenibile”.

E secondo lei è ipotizzabile uno scenario simile?

“Quello che presenta i dati più positivi è il mercato americano. L’iniezione di liquidità effettuata dalla Fed (Banca Centrale Americana, ndr) ha contribuito in modo significativo allo stimolo della sua economia, i cui numeri presentano una forza che lascia immaginare un consolidamento sempre maggiore della ripresa. La nostra raccomandazione è di sovrappesare, oltre a quello americano, anche il mercato europeo. Crediamo che l’economia europea sia all’inizio di una ripresa che si rafforzerà nel 2014, anche grazie al supporto della BCE. Questo favorirà, oltre alle società esposte al ciclo economico globale, anche quelle con esposizione domestica”.

In particolare, quali sono i mercati europei che si delineano più allettanti?

“Una certa attenzione va riposta in una delle economie più efficienti e rappresentative dello scenario europeo, cioè la Germania, non trascurando, però, mercati depressi come quello italiano e quello spagnolo che, di fronte ad uno scenario politico stabile, potrebbero esprimersi molto bene”.

Cosa si aspetta dal Dollaro?

“Il rallentamento dell’iniezione di liquidità nel 2014 (Q.E., ndr) produrrà, crediamo, il rafforzamento della Divisa americana. I capitali a stette e strisce, che sono andati in cerca di rendimenti fuori confine, rientreranno, producendo un rinvigorimento della monte statunitense”.

Per il predetto rallentamento economico, meglio non puntare alcunché su azioni appartenenti ai mercati dei paesi emergenti?

“Nel 2013 i mercati azionari emergenti si sono dimostrati molto sensibili alle aspettative relative alla politica monetaria americana. Proprio perché ci aspettiamo nei prossimi mesi l’inizio del rallentamento del QE, crediamo che una esposizione massiccia e indiscriminata ai paesi emergenti in questo momento dia luogo a più rischi che opportunità. Tuttavia, osservando le dinamiche di ciascun paese da vicino, crediamo che il mercato azionario cinese potrebbe beneficiare dall’ampio piano di riforme strutturali presentato recentemente dal governo, che favorisce lo sviluppo di dinamiche competitive di mercato in molti settori dell’economia”.

Come appare il mercato obbligazionario?

“Difficilmente le obbligazioni aiuteranno a generare valore. Più che altro, nel 2014, avranno il compito di stabilizzare i portafogli dei clienti. Consigliamo di evitare l’esposizione ai tassi americani e tedeschi, e di mantenere solo una esposizione tattica sulla parte a breve della curva dei rendimenti dei Paesi europei. Ci aspettiamo quindi che la BCE mantenga la politica di tassi bassi anche nel 2014”.

Le sconsiglierebbe?

“No, non è mai bene esporsi eccessivamente a rischi. Le obbligazioni continuano a offrire l’opportunità di protezione dai rischi che investire in azioni comporta. Questa funzione presuppone tuttavia una allocazione coerente con lo scenario di mercato, con preferenza per scadenza medio-brevi.”.

Cosa pensa, invece, delle materie prime e dell’oro?

“Le materie prime, in generale, non appaiono nella nostra view come una asset class particolarmente attrattiva. Mentre i metalli industriali potrebbero nel medio termine subire gli effetti positivi della ripresa della crescita, l’oro non presenta prospettive brillanti. perché ha storicamente rappresentato un bene rifugio contro l’inflazione. E questo implica una forte decorrelazione con il valore del dollaro statunitense e con il livello dei tassi di rendimento a lungo termine, che in base a quanto detto sopra fa pensare a scarse prospettive per i metalli preziosi”.

Dunque il 2014 si prospetta come un anno prospero per i mercati azionari?

“Sì, qualora non si verifichino eventi destabilizzanti imprevisti. Le maggiori economie sviluppate stanno lentamente uscendo dalla crisi e il supporto dalla banche centrali non verrà meno nel breve periodo: questi fattori dovrebbero supportare i mercati azionari”.

Il nuovo sistema pensionistico desta non poche preoccupazioni ai cittadini. Avrebbe da dare loro un consiglio?

“Le riforme di questi ultimi anni sono state molto incisive. Le prestazioni si sono ridotte notevolmente ed è stata allungata l’età lavorativa, soprattutto per le donne. Oggi più che mai è necessario prendere coscienza di questo cambiamento epocale di cui poco si parla e correre ai ripari con forme pensionistiche private che ci permettano di salvaguardare il nostro tenore di vita senza dover immobilizzare dei grandi patrimoni”.The political chimera, with its unexpected and sudden inefficiencies, inevitably falls into the economy with a wavering trend and its periods, more or less long, of growth, decrease and stability.

An universal and prompt remedy to shake off the burden of this overwhelming economic crisis could be unrealistic but, with a close examination of the situation, it is possible to speculate on the future and therefore understand what are the best investments for our savings. Investments that could be profitable in the future.

In order to brighten up our hazy horizon that lays

ahead of us, Guido Morra, promoter of “Finanza e Futuro” (Finance and Future – Deutsche Bank group), answers to some of our questions.

What investments have proved to be more profitable in 2013?

“In 2013, the funds that have generated the most value were the ones on the stock markets of developed countries: Europe, United States and Japan. Emerging countries have instead suffered an economic slowdown that has had a negative impact on markets and on their currencies”.

In 2014, would it still be profitable to invest in the U.S., European and Japanese stock market,?

“We think so. Our strategists suggest the best performing markets of 2014 will be the ones in stabilized economies, with some exceptions for Japan. The stock market have enormously increased in this country over the past 12 months, registering a very strong performance.

This trend has been mainly caused by a change in expectations due to the possible impact that the devaluation of the yen, generated by the aggressive financial policy of the BoJ, would have made on exporting companies. Now, it will be very important to see if the Prime Minister Abe will be able to follow out the effect caused by the new trend in the financial policy, implementing new structural reforms that are necessary for Japan to trigger sustainable growth”.

And according to you, would such scenario be possible?

“The U.S. market has the best performances. The Fed cash injection has significantly incentivized the American economy, those numbers have the power to further consolidate the recovery. We recommend, besides the American market, to evaluate the European market too. We believe European economy is starting to recovery, a recovery which will strengthen in 2014, also thanks to the support of the BCE. This will encourage, besides businesses subjected to the global economic cycle, those subjected to the domestic economic cycle”.

In particular, which are the most attractive European markets?

“We should pay some attention to one of the most efficient and representative economies in Europe: Germany. Let’s not forget though, some depressed markets such as the Italian and Spanish which, in a stable political scenario they could perform very well”.

What do you expect from the Dollar?

“We believe that in 2014 the American currency will be strengthened by the slowing down of the cash injection (Q.E. editor’s note). The American capitals, that looked for some good returns abroad, will be back and they will reinvigorate the American currency”.

For the above-mentioned economic slowdown, is it better not to buy stocks from emerging countries?

“In 2013 the emerging stock markets have shown to be sensible to the American monetary policy expectations. As we are expecting in the next few months the QE to slow down, we believe a huge and wholesale exposure to emerging countries in this moment, will represent more a risk than an opportunity. Therefore, looking closely at the dynamics in each countries, we believe the Chinese market could benefit from the extended structural reform plan recently presented by the Government, that promotes the development of competitive market dynamics in many sectors of the economy “.

What about the bond market?

“Bonds will hardly create value. More than anything, in 2014 they will stabilize client’s portfolios. We advise to avoid exposure to German and American rates and to keep a tactic exposure in the short end of European country yield curve. We expect BCE to preserve low rate policy also in 2014”.

Would you not recommend it?

“No, it is advisable not to risk too much. Bonds will be more safer than stocks. This means though, a good allocation in line with the market situation, preferring medium-short term investments ”.

What do you think instead of commodities and gold?

“Our group does not consider commodities, in general, as an asset class particularly appealing. While industrial metals could be effected in the medium term by the economic recovery, gold is not considered to be a good investment because it has always been a store of value against inflation. There is no correlation between the value of the American dollar and long-term interest rates that, as just said, suggests a poor prospects for precious metals”.

Is 2014 going to be a good year for stock markets?

“Yes, otherwise sudden destabilizing events occur. The major developed economies are slowing recovering from the crisis and counting on the support on the short-term of central banks: these are the factors that should support stock markets”.

The new pension plan arise many concerns among citizens. Do you have any advice for them?

“In the past few years reforms have been very incisive. Social security benefits have been largely reduced and legal working age has been extended, especially for women. Today, more than ever, we have to come to terms with this epoch-making change: not much is said about it. We should find in private pensions the remedy that will allow us to maintain our standard of living without immobilizing huge assets”.

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