Expo Riva Schuh | Laddóve le tendenze camminano verso il business
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| Gennaio 2016 | 2356 Visite | con Commenti disabilitati su Expo Riva Schuh | Laddóve le tendenze camminano verso il business

Siamo stati all’85a edizione di Expo Riva Schuh, il più importante salone internazionale dedicato al settore delle calzature di volume che ha inaugurato la stagione fieristica, in uno spazio che ha superato i 32.500 mq. Sono stati oltre 13.104 i visitatori, registrando un +4,4% rispetto all’edizione di gennaio del 2015, in crescita anche l’integrazione tra acquisto online e offline, attraverso i device mobili delle oltre 1.400 aziende presenti a Riva del Garda. Per il prossimo autunno/inverno preparatevi all’innovazione futuristica da un lato e al ripensamento dei grandi classici, interpretati in una chiave certamente più attuale, dall’altro.

Calato il sipario abbiamo intervistato il direttore generale Giovanni Laezza.

Tiriamo le somme dopo la chiusura della fiera. Com’è andata?

Abbiamo registrato un dato positivo negli arrivi dei visitatori in ogni singolo giorno della fiera e questo non ce lo aspettavamo. Una maggiore concentrazione sul sabato e sulla domenica è la prassi, invece c’è stata un ulteriore crescita anche lunedì e questo sta ad indicare che ci sono visitatori nuovi che entrano in fiera. Il nostro punto di forza sarà sempre la data, in anticipo rispetto ai mercati internazionali. La prossima edizione di Expo Riva Schuh sarà a giugno e nel mezzo gli addetti ai lavori avranno il tempo di andare in Germania e tornare in Italia, al Micam.

Con queste date (16/19 gennaio, ndr) vi siete accavallati alla settimana della Moda uomo milanese e al White. Perché non spostare di alcuni giorni la fiera per avere magari un maggior numero di buyer e di addetti ai lavori?

La domanda andrebbe rivolta ai fondatori che hanno deciso queste date quando ancora non c’era il Pitti, ne tanto meno il White. Sono date consolidate da oltre 40 anni anche perché la nostra manifestazione esce dal circuito classico della moda e punta ad occuparsi dei grandi business di acquisto e vendita delle calzature di volume. Abbiamo sempre più contenuti legati alle tendenze di moda ma nessun visitatore o espositore ci ha mai chiesto di spostare le date della fiera. Non viene percepita una sovrapposizione dal momento che chi va al Pitti non verrà mai qui e viceversa. Sono mondi diversi con obiettivi diversi.

Quali sono i mercati più presenti in fiera? E quelli maggiormente predisposti all’acquisto?

Come espositori due sono i mercati dominanti, parliamo di Cina e India: da soli arrivano all’80% della produzione mondiale. Il Brasile è presente con poche unità, non andiamo oltre le 20. Parlando di economia, non so quante aziende in Cina producano calzature ma sono un business fortissimo e sicuramente le loro economie dipendono dalla produzione di scarpe e dai compratori occidentali che ne decidono in gran parte le sorti proprio qui a Garda.

Il Made in Italy è presente in fiera con non più di 300 unità. Quanto vale oggi?

In generale non saprei dire quanto vale oggi il Made in Italy, ma nelle calzature la produzione è pari all’1% di quella mondiale. Siamo al 10° posto tra i produttori quindi parliamo di un valore difficile da inquadrare. La domanda andrebbe girata ad Assocalzaturifici. Credo valga tanto l’idea e la percezione che si ha del nostro Made in Italy soprattutto se consideriamo che la calzatura italiana che esce dalla fabbrica ha un valore stimato di 45 dollari al paio, quella cinese invece si aggira intorno ai 5 dollari. Ci vogliono dieci paia di scarpe cinesi per farne una italiana ma tutto questo non ha un riscontro sul mercato perché la produzione italiana non rispecchia questi numeri. L’abbigliamento e l’enogastronomia italiano hanno volumi stratosferici rispetto a quelli delle calzature.

I visitatori sono in costante aumento, mentre gli spazi a disposizione sono invariati. Cosa ci riserva il futuro?

Abbiamo intenzione di ampliarci, sono anni che proviamo a farlo ma questo potrà accadere solo se la proprietà degli immobili ce lo consentirà. Resta inteso che gli aumenti degli espositori non saranno proporzionali agli aumenti di superfice. Abbiamo bisogno di 10.000 mq in più, dei quali 6.000 mq netti fieristici: potrebbero esserci 300 espositori in più ma non arriveremo a 100 e questo perché vogliamo dare più spazio agli espositori già in fiera, che oggi spesso, proprio per gli spazi ridotti, non riescono a portare l’intera collezione in fiera.

Expo Riva Schuh: in proporzione è più uomo o donna?

É una percentuale che varia di edizione in edizione: noi ci limitiamo a fotografare la produzione che il resto del mondo fa. Quella che si è appena conclusa è stata certamente un’edizione all’insegna delle collezioni donna.

Quanto crede nella rete e nei social questa fiera?

Di sicuro questo aspetto era fino a qualche edizione fa, uno dei nostri punti deboli, ma stiamo investendo in tal senso e direzione, proprio per colmare il gap. Siamo partiti tardi e potremmo fare sicuramente meglio: tempo al tempo.

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