Azerbaijan e la diversificazione “rinnovabile”
di

| , ,
| 2015 | News
| Dicembre 2015 | 2387 Visite | con Commenti disabilitati su Azerbaijan e la diversificazione “rinnovabile”

L’Azerbaijan, come molti Paesi produttori di petrolio, vuole diversificare la propria attività anche in campo energetico e punta sulle energie rinnovabili. L’Italia, in questo settore, può contare su alcune imprese di eccellenza. Per questo Baku sta cercando di intensificare i rapporti con Roma. E non soltanto in ambito energetico.

D’altronde l’Italia è già un partner fondamentale per l’Azerbaijan, con scambi commerciali che nel 2014 hanno superato i 5,2 miliardi di dollari. Volumi d’affari legati, soprattutto, all’esportazione azera di petrolio e prodotti petroliferi, ma Baku è sempre più interessata ad acquistare prodotti e tecnologie italiane in ogni ambito. Perché il Paese sta crescendo, sta rafforzando le proprie infrastrutture, con investimenti nel settore trasporti che hanno superato i 3 miliardi di dollari all’anno dal 2010 ad oggi, con una punta di 4,5 miliardi nel 2013. Complessivamente, dal 1995 al 2014, in Azerbaijan sono stati investiti più di 200 miliardi di dollari per lo sviluppo del Paese e per oltre il 50% si tratta di investimenti esteri.

L’Italia è presente con 66 imprese e 8 sono coinvolte nei progetti finanziari del settore pubblico per un valore di oltre 800 milioni di dollari. A Baku ritengono, però, che ci siano ampi margini di crescita, con grandi opportunità per le imprese italiane. Perché l’Azerbaijan vuole diversificare la propria economia e cerca di sviluppare i comparti della meccanizzazione avanzata, dell’innovazione tecnologica. I Parchi Tecnologici stanno crescendo nel Paese ed offrono facilitazioni agli investitori stranieri. Con l’obiettivo di sviluppare non solo le industrie, ma anche il tessuto sociale delle varie regioni del Paese.

Ovviamente l’interesse per l’Italia è legato anche agli aspetti più classici della manifattura del nostro Paese. Dal design ai mobili, per poi ampliarsi verso il settore delle costruzioni, della chimica, delle tecnologie ambientali. Senza dimenticare la meccanica e la metallurgia. Ma c’è un ultimo aspetto che rende particolarmente interessante la crescita economica di Baku. L’Azerbaijan, ormai, non si limita più ad acquistare tecnologie ed a vendere petrolio, ma sta diventando un importante investitore all’estero. In Turchia, Georgia, Russia, Ucraina, Romania, Serbia, Montenegro. Anche in Svizzera, dove è stata portata a termine l’acquisizione di Esso Schweiz, la filiale elvetica del colosso Usa ExxonMobil, con 172 stazioni di servizio in Svizzera. Uno scenario globale a cui potrebbe partecipare anche l’Italia.

Condividere questo articolo:

Commenti chiusi