Stefano Quercetti Stefano Quercetti
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| 2014 | 2014 – Numero 3 | In evidenza | Investo Man
| Giugno 2014 | 4632 Visite | con No Comments

Come è nata la passione della famiglia Quercetti per la produzione di giocattoli?

Per caso. Il primo ad avvicinarsi a questo mondo fu mio padre, Alessandro Quercetti. Alla fine degli anni ’40, al suo rientro in patria dopo aver preso parte al secondo conflitto mondiale, dovette trovare un’occupazione. Casualmente trovò lavoro proprio in una piccola fabbrica di giocattoli, la Inco Giochi. Quel primo impiego avrebbe condizionato la sua vita. Scoprì una vera passione per questo settore. Nel ’50 decise di mettersi in proprio.

Quanto e come il suo percorso di studi ha influenzato la possibilità di ottimizzare le modalità di produzione della sua azienda?

La scelta del mio percorso di studi è stato decisivo per il mio ruolo in azienda. Quando sono entrato in Azienda, 26 anni fa, dopo la laurea in Ingegneria Elettronica, ho subito avuto modo di mettere in pratica le nozioni apprese durante i miei studi al Politecnico di Torino. Nei primi anni in Azienda mi sono occupato di programmare macchine per produrre gli stampi necessari al rinnovamento della linea di prodotti della Quercetti, introducendo i primi computer in officina. Ricordo con orgoglio il primo riconoscimento relativo all’attività di istruzione del personale arrivato con un premio, conferito dall’azienda giapponese produttrice delle macchine EDM usate nell’officina, per aver fatto funzionare una macchina computerizzata per più di 5.500 ore in un anno: un record per l’epoca, anche rispetto alle più tecnologiche aziende del Sol Levante.

Quanto le è costata la scelta di mantenere la propria produzione di giocattoli completamente in Italia?

Molto. Quando tutti, o la grande maggioranza, delocalizzava all’estero in special modo in Cina, noi abbiamo preferito continuare la produzione in Italia per meglio seguire i mutamenti del mercato e poter fornire ai nostri clienti un servizio di consegna efficiente e rapido. Quest’ultimo aspetto soprattutto è un bel vantaggio per le imprese: oggi siamo in grado di consegnare in tutto il mondo entro 3 settimane dall’ordine, contro i 4 o 5 mesi delle aziende cinesi e questo permette ai distributori di poter effettuare più acquisti durante l’anno, senza doversi rifornire con grandi quantità in anticipo e, specie in un momento di crisi di mercato come quello attuale, è un fattore che ci permette di essere molto vicini alle esigenze dei nostri clienti che possono fare ordini senza rischiare di sbagliare le quantità. Poiché controlliamo tutte le fasi della produzione, il nostro magazzino è ridotto ai minimi termini, produciamo in base agli ordini che riceviamo.
Oggi per scegliere di produrre in Italia ci vuole un pizzico di follia: non esiste un solo fattore di sistema che consiglierebbe di rimanere: costo dell’energia più alto d’Europa, tassazione alle stelle che sta compromettendo anche le aziende più sane (tra imposte sul reddito, Imu e Tarsu l’anno scorso la Quercetti ha pagato in tasse più del 74 % del suo reddito), costo del lavoro per unità di prodotto del 30% più oneroso che in Germania, rigidità del mercato del lavoro sia in ingresso che in uscita, costo del credito 3 volte più alto della Germania, burocrazia punitiva e assurdamente complicata, leggi interpretabili quindi non vi è certezza di giudizio etc etc. Ci salva solo il tessuto industriale, profondamente diffuso che consente di trovare con molta facilità fornitori preparati e aggiornati.

In quanto azienda leader nel settore del giocattolo educativo, quali sono le caratteristiche per le quali questo marchio rappresenta un fiore all’occhiello dell’imprenditoria italiana?

Noi facciamo giochi prevalentemente per bambini da 1 a 6 anni. Specie nei primi anni di vita i bambini hanno bisogno di manualità, contatto, colori, movimento più che di una consolle o di un tablet. In un primo momento sembrava che la novità dei giochi elettronici prevalesse sui giochi tradizionali, poi però le due realtà si sono riequilibrate. Oggi c’è una riscoperta dei giochi tradizionali sul mercato, la loro valenza, infatti, dura nel tempo e non può essere minata dall’innovazione tecnologica. I nostri giochi inducono alla socialità, al rapporto con gli amici, con i genitori, sono un momento di vita che ha un valore aggiunto rispetto ai giochi elettronici.

I famosissimi chiodini sono il prodotto più rappresentativo della vostra azienda, ci racconta come è nata e si è evoluta questa idea?

Negli anni ’40 inizia a circolare in Francia la moda di un mosaico multicolore in rilievo. Si trattava di una semplice tavoletta in cartone, da usare insieme a un disegno guida e tanti fiammiferi con il fusto in legno e con la testa in ceralacca colorata da infilare nella tavoletta. Mio padre capì subito le grandi potenzialità di questa idea e la brevettò in Italia.
Affina l’aspetto e migliora la qualità dei chiodini, realizzandoli in plastica con testa semisferica, rendendoli di qualità migliore e con misure leggermente più grandi. La tavoletta traforata diventa in plastica infrangibile e viene proposta in nuovi formati. Grazie a questa intuizione e alle modifiche apportate, questo semplicissimo gioco sarebbe diventato un successo planetario.
Negli anni ’60 e ’70 i Chiodini Quercetti erano diventati un vero fenomeno di costume per diffusione e capillarità rendendo questo gioco, in breve tempo, un classico ineguagliabile che ha accompagnato, e ancora oggi accompagna nella crescita e diverte milioni di bambini di tutto il mondo.
Dal ’53 ad oggi abbiamo venduto oltre 50 milioni di pezzi, per un totale di oltre 15 miliardi di chiodini. Ancora oggi, nell’era del digitale, questo resta il prodotto più amato e venduto.
Ancora oggi, il chiodino non cede alla concorrenza “digitale”. Anzi si rinnova! Così nasce Pixel Art, un gioco di composizione che permette di realizzare ritratti e opere d’arte attraverso l’uso di migliaia di chiodini colorati e 9 tavolette modulari. Il risultato è un effetto fotografico ricco di colori e sfumature. 10,800 chiodini colorati, correttamente inseriti nelle griglie, vengono usati per dar vita ad un ritratto degno di un opera d’arte “puntinista”. L’occhio umano miscela i 6 colori dei chiodini, dando vita a migliaia di colori e sfumature, per ricreare ritratti, immagini, foto e opere d’arte. Oggi la linea di Chiodini Quercetti copre fasce d’età che vanno da 1 ai 99 anni, regalando ai più piccoli un mondo fatto di chiodi colorati con cui stimolare l’immaginazione e, a chi bimbo non è più, lo stupore della riscoperta e della creazione.

Sono stati fatti degli investimenti mirati per riuscire a mantenere un trend alto nonostante l’attuale crisi economica?

Le vendite si realizzano con gli investimenti, che negli ultimi anni l’azienda ha rivolto ad aumentare significativamente la propria capacità produttiva attraverso l‘ampliamento nel numero dei macchinari di stampaggio. Naturalmente è anche fondamentale dare la giusta importanza ai nuovi canali di vendita. L’e-commerce sta diventando sempre più strategico per il nostro brand. La sfida vinta nell’ultimo anno è stata quella di aver saputo integrare i canali digitali con quelli fisici. Affiancare il negozio “virtuale” a quello tradizionale ha significato aumentare esponenzialmente le vendite e farsi conoscere di più, oltre che approcciare una clientela più variegata e giovane.

La qualità è uno dei punti di eccellenza dell’azienda, quali sono le modalità utilizzate per ottenere tale risultato?

Tutto il lavoro, a partire dalla progettazione del giocattolo fino al confezionamento del prodotto finito è interamente realizzato nell’unica sede di Corso Vigevano, a Torino. L’intero ciclo di produzione, concept, prototipazione, sviluppo, costruzione stampi, stampaggio, confezionamento, spedizione è svolto in Italia con manodopera residente, sviluppando un indotto sul territorio. Produrre in Italia ci consente di mantenere le competenze e il know how nel nostro paese, e soprattutto ci permette di controllare la qualità di ogni nostro prodotto dall’inizio alla fine della lavorazione. Oltre che a limitare, per quanto possibile, la possibilità dei nostri concorrenti di copiarci. Sono convinto che il valore aggiunto del prodotto italiano vinca nel tempo. Non ci sono bassi costi o elettronica che tenga.
How did the passion for toy manufacture start in the Quercetti’s family?

By coincidence. The first one was my father, Alessandro Quercetti. At the end of the 40s, on his return home from the Second World War, he had to find a job. By chance he found a job in a toy factory, the Inco Giochi. That job would have changed his life. He found out to have a real passion for toys. He decided to open his own business in 1950.

How much and how your course of studies has influenced your ability to optimize your company production ?

My studies have been fundamental for my role in the company. When I joined the company, 26 years ago, after graduating in Electronic Engineering, I immediately got to put into practice the concepts learned during my studies at the Polytechnic of Turin. In the first early years in company I programmed the machines for the production of
the new moulds that would have updated the Quercetti’s product line, introducing in the company the first computers. I proudly remember the first recognition we have received for training of personnel: the Japanese company, producer of the EDM machines in use in our company, awarded us for having operate the computerized machines for more than 5,500 hours in a year. A record at that time, even compared to most high-tech companies of the Far East.

How much did it cost you to decide to keep your production in Italy?

A lot. When all the companies, or the majority of them, moved their productions abroad, especially in China, we decided to stay in Italy to better follow all the changes in the market and to provide our clients with a fast and efficient delivery service. This is a great advantage for our clients: today we are able to deliver worldwide within 3 weeks from the order, compared to the 4 or 5 months delivery time of Chinese companies. Distributors can purchase more products during the year without buying large quantities in advance: in times of economic crisis it is very important to meet our client’s needs which can therefore order the correct amount f products. Because we control all stages of production, our stock is reduced to a minimum; we produce according to the orders received. It takes a little be of insanity to choose to stay in Italy to make business: there is no single economic factor that would suggest to manufacture in Italy. Italy has the highest energy cost in Europe, taxation is so high that is effecting also good businesses (last year Quercietti paid in taxes more than 74% of the income), our labour costs per product unit is 30% more expensive than in Germany, the labour market is inelastic, credit cost is 3 times higher than in Germany, bureaucracy is penalizing and very complicated, laws are interpretable therefore there is no certainty of judgment, etc etc. Italy is lucky to have an industrial structure full of very qualified and easy to find suppliers.

As a leader in the toy industry, what makes your company one of the best Italian brand?

We manufacture toys for children from 1 to 6 years old. Especially in the early years of life, children need to touch things, they need colours, movement rather than a console or a tablet. At first it seemed that the novelty of electronic games was meant to prevail on traditional games, then things have changed again. Today on the market there is a revival of traditional games that last through time and they cannot be undermine by technology. Our games helps to build relationships with friends and parents; they add special value to life compared to electronic games.

The famous pegs is the most representative product o your company. Could you tell us how this idea came about and how it has evolved?

In the 40s, in France, multicoloured relief mosaics were in fashion. It was just a simple drilled paperboard, together with an outline drawing and many matches with coloured wax head to insert in the cardboard. My father immediately understood the great potential of this idea and he patented it in Italy. He polishes the design and he improves the quality of the little nails: he uses plastic and he designs a hemispheric head improving the quality and the dimensions. The board is now made out of unbreakable plastic and it is available in new sizes. Thanks to this intuition and to the changes implemented, this simple game would become a global success.
In the 60s and 70s the Quercetti Pegs became a social phenomenon and, in a short period of time, it became a classic toys that has followed, and still follows, the growth of children and it entertains millions of kids around the world.
Since 1953 we have sold over 50 million units, for a total of 15 billion of pegs.
Even today, in the era of digital technology, this remains the most beloved and sold ofour product. Even today, pegs does not fear the “digital” competition. Indeed, it has been renewed! There it is, Pixel Art, a game of composition that allows to create portraits and artwork using thousands of coloured pegs and 9 pegboards. 10.800 coloured pegs are stuck in the pegboards forming a portrait; this is the same principle used in Pointillist art. The pegs come in six colours yet if you look at your creation from a distance, they will merge, as if by magic, to form an image with new colours and nuances, as if you were looking at a photograph. Today the line of Quercietti Pegs spans age groups ranging from 1 to 99 years: children can use their imagination playing with coloured pegs and, those who are not young anymore, can create artworks.

Did the company make targeted investments in order to maintain a high trend despite the economic crises?

You sell if you invest. In the past few years the company wanted to improve the productivity by increasing the number of moulding machines. Of course it’s also crucial to give the right importance to new distribution channels. E-commerce is becoming more and more strategic for our brand. Last year we won the challenge of integration of digital channels and retails. Using both virtual and traditional stores has drastically increased our sales and our popularity, besides approaching varied and young people.

Quality is one the company’s strength. How do you achieve quality?

All the work, from design of the toy up to packaging of the finished product, is made entirely in the only venue of Corso Vigevano, in Turin. The entire production cycle (concept, engineering, rendering, mould production, injection moulding, assembly, packaging, stocking, and shipment) is carried out in Italy with local personnel and we also develop allied activities in the territory. Being able to manufacture in Italy allows us to maintain our country’s know-how and, above all, allows us to control the quality of each product from beginning to end of production process. Besides trying to stop our competitors to copy our products.
I am convinced that the added value of the Italian product will win over time, despite low costs and technology.

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