L’Economia del Web: un capitalismo senza attritiWeb Economy: friction-free capitalism
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| 2014 | 2014 – Numero 3 | Psico Investo
| Giugno 2014 | 4258 Visite | con No Comments

Un presupposto fondamentale della teoria tradizionale economica è saltato in aria ed è la perfetta informazione di tutti gli operatori economici: consumatori, risparmiatori, lavoratori, imprenditori. In realtà è sempre stato un punto debole dell’economicismo. Ma la questione è tornata in auge a causa dell’avvento di Internet. Il sopraggiungere della Rete ha indotto a pensare che stesse per giungere un’epoca in cui tutti potessero entrare in possesso dell’informazione economica necessaria, creando le condizioni di un “capitalismo senza attrito”.

Joseph Stiglitz, Nobel per l’economia nel 2001, ha scritto che <>.

Nel Settecento e nell’Ottocento gli economisti si rendevano conto di quanto fosse irrealistica l’ipotesi della perfetta informazione degli operatori economici. Ma l’economia del Novecento ha ignorato completamente il fatto che le distorsioni informative alterano le condizioni fondamentali dell’analisi. Avevano bisogno di modelli matematicamente limpidi: le imperfezioni dell’informazione li rovinavano e perciò non se ne teneva conto. Joseph Stiglitz scrive che <>. Non succede mai che tutti gli operatori abbiano le stesse informazioni relativamente alle varie transazioni economiche.

Molti hanno strumentalizzato l’avvento di Internet per sostenere che era finalmente arrivato il momento in cui le informazioni potevano essere perfettamente distribuite. Soprattutto perché il costo di pubblicare e di trovare le informazioni era drammaticamente ridotto. È stato proprio Bill Gates a introdurre il concetto di “capitalismo senza attriti”, cioè senza gli inutili freni dovuti ai costi di transazione e all’asimmetria delle informazioni. Tuttavia il web ha generato anche molte nuove asimmetrie, non solo per il digital divide, cioè la crescente distanza tra le persone connesse e quelle che per motivi anche economici non possono accedere alla Rete. Persino tra coloro che sono connessi si sono sviluppate certe distorsioni. Internet ha favorito il cosiddetto information overload, un bombardamento di informazioni tanto massiccio da diventare insopportabile. Un bombardamento che favorisce alcuni rispetto ad altri.

Herbert Simon, Nobel per l’economia nel 1978, psicologo di formazione, diceva che <<l’abbondanza di informazione genera scarsità di attenzione>>. Nessuno vuole davvero che internet elimini le iniquità e che l’informazione sia distribuita equamente: si invoca, ad esempio, la protezione della privacy proprio per contrastare un sistema dell’informazione troppo invadente. Inoltre le oligarchie capitalistiche non rinunciano al loro potere sull’informazione che genera fortissimo profitto ma non diventano trasparenti solo perché esiste internet. Insomma, i mercati perfettamente informati sono un’invenzione teorica senza fondamento. Ma se i mercati non possono essere perfettamente informati, allora la concorrenza perfetta non è possibile. E se l’informazione non è mai distribuita perfettamente allora è sempre asimmetrica.

Tutto ciò fa saltare in aria il modello neoclassico, organizzato intorno a un presupposto che è vero solo se è perfettamente vero. E che, non potendolo essere, è sempre falso. Ma se il mercato è sempre imperfetto, allora non vale più nessuna delle conseguenze normative che il modello economista pretendeva di far valere. Senza interventi esterni il mercato distribuisce le risorse in maniera inefficiente, ingiusta e diseguale. L’economia non è una disciplina che può bastare a se stessa. La cultura e la struttura sociale diventano importanti nell’analisi economica per comprendere l’economia. Lo stesso vale per l’informazione, che può coincidere nella nostra era con il web.One of the basic principle of the traditional economic model has blown up and it is the perfect news for all the economic operators: consumers, investors, workers and entrepreneurs. Actually, this has always been a weakness in economism. Thanks to Internet this issue is on the front burner. Everybody believed that Internet would provide us with all the necessary economic information, creating a situation of “friction-free capitalism”.

Joseph Stiglitz, Nobel Prize for Economics in 2001, wrote << for over a hundred years the economy has created models that are thought to deliver perfect information. Of course everybody acknowledges that information is incomplete:  but everybody hoped that the economies with less perfect information would look more like the economic models with perfect information. One of the main results of my research was to demonstrate that it is not true: the slightly imperfection in the information could cause a deep effect on economic stability>>.

In the 18th and 19th centuries economists were aware of how unrealistic the idea of perfect information was delivered by the economic actors.  But the economy of the twentieth century has completely ignored that information distortions affect the fundamental conditions of the data analysis. They needed clear mathematic models: information imperfections were affecting data analysis, therefore they decided not to take them into consideration.

Joseph Stiglitz wrote <>. The different economic operators never has the same information regarding different business transactions.

Many have claimed that, thanks to Internet, it was time for all information to be equally delivered, notably because the cost of publishing and finding information has dropped  dramatically. Bill Gates has introduced the concept of “friction-free capitalism”, which means cheaper transactions and more perfect information. But the web has created even more new asymmetries, not only for digital divide, that is the increasing distance between people connected to internet and those who, for economic reasons cannot access the web. Interned has created the so-called information overload:  an unbearable massive bombardment of information.  A bombardment that favours some people more than others .

Herbert Simon, Nobel Prize for Economics in 1978, psychologist,  used to say <>. Nobody wants Internet to provide equal access to information: for example, we ask the protection of privacy in order to counteract a too much intrusive information system. Furthermore, the capitalist oligarchies want to maintain the control over the media because they generate high profit but they do not guaranty transparency just because of internet. In short, well-informed markets are a theoretical invention groundless. But if the markets cannot be well-informed there is no ground for perfect competition. And if information is not fairly distributed, it will always be  asymmetric.

This situation blows the neoclassical model up: the neoclassical model moves from an assumption that is true only if it is perfectly false and, as it cannot always be true, it is always false.  But if the market is always imperfect, the legislation claimed by the economist model are not valid anymore.  With no external interventions, the resources are inefficiently, unfairly and unequally distributed by the market.

The economic discipline is not self-sufficient. In order to understand economy, culture and social structure become important in economic analysis. The same applies to information which, in our era, correspond to the web.

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