Technologically green brickIl mattone tecnologicamente green
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| 2013 - Numero 5
| Settembre 2013 | 3133 Visite | con No Comments

Green as hope. In times in which the real estate sector suffers because of the crisis, all hopes of builders and of the construction sector in general (supply chain included) lie on environmental sustainability. This might seem rhetorical since all other sectors always refer to “green” and “new technologies”, but something is undeniable: now that ordinary people cannot afford to buy new homes, whereas luxury real estate makes its own way, along with the construction of new homes, the trend of maintaining, upgrading and improving the existing ones needs to be taken into consideration. Driven by the need of preserving the environment and to positively affect energy saving, we end up with improving both our quality of life and the family budget overall.

Being so up-to-date, the issue of energy efficiency was among the main topics discussed during the 2013 edition of EIRE, that in Milan has drawn the best of the national and international real estate crowd. But figures confirm the importance of this issue: according to a recent research carried out by Nomisma and Pentapolis on green housing, in just three years environmentally sustainable housing projects have literally doubled. From 2009 to 2012, according to figures, a new similar sector has been created. On one hand the traditional housing, affected by the difficulties related to the current economic situation, and on the other hand environmentally conscious housing that has enjoyed a real boom. A trend confirmed also on the international scene: according to some indiscretions revealed by McGraw-Hill Construction, companies in the building industry with a 60% share in sustainable housing have now more than doubled, going from 13 to 28%. Forecasts do not seem to be cautious, quite the contrary: by 2015 this type of building contractors is estimated to reach and to exceed 50%. This means that, in a couple of years, more than one company out of two will deal with issues that, some time ago (also in Italy, unfortunately) used to be just for few isolated ecosystem fundamentalists. Instead it is turning out to be a global cornerstone.

Some investments would be needed in order to operate in this field with some reasonable expectations of success. It has always been and will always be like this. In Italy, in the past year, residential housing came close, on the whole, to 70 billion euro (precisely 69.6). Of these, almost 45 (44.8), have been allocated for extraordinary maintenance, such as energy efficiency, upgrading and so on. A trend on the rise giving that the Letta government has confirmed, also for the future, the 55% tax break; in doing so the Government is preventing the risk of a sudden crash that might be caused by the almost due previous tax breaks. On the other hand, there is a growing awareness of these problems among single families. The Nomisma research also shows that among the priorities set out by home buyers and people renovating their homes, there are: high-tech furnaces, energy saver and high proficiency door and windows, insulation of the external walls of the house, low energy appliances and water flow reducers (water, another primary resource to preserve).But there is still much to be done: yet Nomisma and Pentapolis reveal that only 3.2% of Italian families meet the requirements for environmental sustainability in their homes. Whereas a high 24% (almost one out of four) do not meet any requirements. There is still a long way to go, at the end of which we could even find the economic recovery, also for the building industry.Verde, come la speranza. In un periodo in cui il mattone subisce colpi tali da sgretolarsi, per colpa della crisi, la speranza per i costruttori e per il settore dell’edilizia in generale (filiera compresa) è legata alla sostenibilità ambientale.

Un discorso che può sembrare ormai esercizio retorico, visto che ogni settore e ogni comparto sembra sempre fare appello al “green” e alle “nuove tecnologie”, ma che conserva al suo interno un nocciolo di verità innegabile: ora che la gente comune sembra meno disponibile a comprare case, mentre la gamma del lusso va per conto suo, accanto al filone della costruzione del nuovo è necessario dedicare attenzione alla manutenzione, alla riqualificazione e alla valorizzazione di ciò che già c’è. Un po’ perché ce lo impone l’obbligo di tutelare il mondo che ci circonda, un po’ perché, agendo sui consumi, sul risparmio energetico e via dicendo, si finisce per migliorare sia la qualità della vita che il bilancio famigliare nel suo complesso.

Che il tema sia di strettissima attualità lo testimonia il fatto che l’efficienza energetica è stata inserita tra gli argomenti portanti dell’edizione 2013 dell’Eire, che a Milano ha richiamato il meglio del bel mondo dell’edilizia nazionale e internazionale.

Ma lo testimoniano soprattutto i numeri: secondo una recente ricerca effettuata da Nomisma e Pentapolis, dedicata proprio all’abitare verde, nel giro di soli tre anni i progetti di edilizia ecosostenibile sono letteralmente raddoppiati.

Dal 2009 al 2012, stando alle cifre, si è creato quasi un binario parallelo. Da una parte le costruzioni tradizionali, che accusano il peso delle difficoltà congiunturali, dall’altro le costruzioni attente all’ambiente, che invece hanno vissuto un vero e proprio boom. Una tendenza che si conferma anche se si prende in considerazione un palcoscenico internazionale: secondo la rilevazione fatta da McGraw-Hill construction, le imprese del settore costruzioni che operano con una quota di edilizia sostenibile sopra il 60% del proprio portafoglio sono più che raddoppiate, passando dal 13 al 28%.

Ma le previsioni non invitano certo alla prudenza, anzi: entro il 2015 si stima che questa tipologia di imprese raggiungerà e supererà la boa del 50%. Insomma, nel giro di un paio d’anni, più di un’impresa su due avrà a che fare con tematiche che fino a qualche tempo fa (anche in Italia, ahinoi) sembravano esclusiva di pochi, isolati fondamentalisti dell’ecosistema. E che invece si stanno rivelando un argomento cardine a livello globale.

Ma per operare in questo campo con una ragionevole aspettativa di successo sono necessari gli investimenti. E’ sempre stato e sempre sarà così. E in Italia, nel corso dell’anno passato, il residenziale ha sfiorato, nel suo complesso, i 70 miliardi di euro (69.6 per l’esattezza). Di questi, quasi 45 (44.8) sono stati destinati a interventi di manutenzione straordinaria, quindi efficientamento energetico, riqualificazione e così via. Un’ondata che potrebbe addirittura crescere, se si tiene in considerazione l’agevolazione del 55% che il Governo Letta ha deciso di confermare anche per il futuro, scongiurando così il rischio di crollo improvviso paventato dall’avvicinarsi della scadenza degli incentivi precedenti.

D’altra parte, le singole famiglie stanno sviluppando una coscienza e un’attenzione crescente per questi temi. Sempre dalla ricerca Nomisma emerge che tra le priorità di chi compra o ristruttura casa ci sono la caldaia di ultima generazione, infissi che garantiscano prestazioni e risparmi energetici, l’isolamento dei muri esterni dell’edificio, elettrodomestici a basso consumo e riduttori del flusso d’acqua, altra risorsa primaria da tutelare.

Ma la strada da fare è ancora molta: sempre Nomisma e Pentapolis rivelano che soltanto il 3.2% delle famiglie italiane ha a disposizione tutti i requisiti di ecosostenibilità nella propria casa. Mentre sono addirittura il 24% (quasi una su quattro) quelle che non ne posseggono nemmeno uno. Un grande lavoro aspetta dunque di essere compiuto. Un cammino al termine del quale potrebbe trovarsi proprio la ripresa economica, anche in ediliza.

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