Gigi MastrangeloGigi Mastrangelo
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| 2014 | 2014 – Numero 3 | In evidenza | Investo Sport
| Giugno 2014 | 4479 Visite | con No Comments

Dire che Luigi Mastrangelo “Gigi” per gli amici è un “grande” non mi costa nulla: primo perchè è l’unico con cui mi sento piccolo anche dall’alto del mio metro e 87 centrimetri e secondo perchè con un palmares così , 4 medaglie di bronzo, 5 medaglie d’argento, 5 medaglie d’oro, miglior Muro della WL 2004, miglior Muro dei Campionati Europei 2005, miglior Muro e Miglior Servizio della CEV Cup – Final Four 2007/2008, solo per citarne alcuni, non mi pare assolutamente eccessivo utilizzare tale aggettivo.
Della sua passione per la musica, soprattutto Soulful, sono a conoscenza per più di una serata trascorsa con lui dietro alla consolle; sulla velocità e sulle auto potenti ho condiviso più di un discorso, ma di questa sua passione per il ballo, che a me è parsa più una sfida (di quelle che tanto piacciono al nostro “Mastro Tower”), ero completamente all’oscuro; quindi c’è stata molta curiosità riguardo alla sua scelta di partecipare all’edizione 2013 di “Ballando con le stelle” (programma televisivo di RaiUno, condotto da Milly Carlucci, che vede personaggi famosi e sportivi cimentarsi nelle vesti di ballerini); e se è vero che il format calza a pennello per chi, come lui, nella vita ha a che fare con palestra, allenamenti e sport in genere, posso finalmente chiedergli:
Come ti è venuta l’idea di passare dal parquet dei Palazzetti alla pista da ballo più glamour della televisione ? Ha avuto influenza la tua amicizia con Paolo Belli ?
Sono amico di Paolo ed abbiamo partecipato insieme a delle manifestazioni benefiche ma ovviamente non è lui che decide il cast della trasmissione. La proposta mi è arrivata tramite l’agenzia con cui collaboro ed ho subito accettato perché mi piaceva l’idea di mettermi alla prova in una disciplina, come quella del ballo, per cui nutrivo una sorta di timidezza.
So che sei molto pignolo e perfezionista, competitivo e volitivo, ti sei impegnato molto anche durante le prove settimanali della trasmissione qual’è stata la differenza tra il provare le coreografie del ballo da fare in prima serata e lavorare in palestra in attesa della partita?
Sono due cose totalmente diverse, l’unico punto in comune, è stata la mia voglia di ottenere il meglio, provando e riprovando, come faccio sempre nelle mie sfide. Prepararsi per il ballo, fisicamente per un atleta è più semplice che allenarsi per una stagione agonistica; studiare delle coreografie è un allenamento meno “traumatico” rispetto a quello sportivo che sollecita le articolazioni, quindi mi sono molto divertito ed anche un po’ riposato !
Com’è stato avere una donna come coach (Sara Di Vaira è stata la sua insegnante di ballo e l’ha definito una “montagna” – ndr) e che tipo di rapporto si è instaurato con lei che, mi pare, avesse un bel caratterino?
Avere Sara come insegnante è stata una mia esplicita richiesta, sapevo che aveva un carattere forte e, per certi versi, simile al mio, quindi confrontarmi con lei è stata un’ulteriore prova che, a quanto pare, ha funzionato.
Se dovessero chiedere a Milly Carlucci un tuo pregio ed un tuo difetto, cosa pensi risponderebbe ?
Come pregio, il fatto che sono uno combattivo che non si arrende mai anche se in difficoltà. Come difetto, che ogni tanto davo troppo le spalle alle telecamere.
Ora hai una grande popolarità anche tra chi non si è mai molto interessato di sport: come pensi ti abbiano visto questi telespettatori ?
Credo che uno dei pregi di questo programma sia proprio questo: dare la possibilità a persone che arrivano da altri ambienti, come può essere il mondo dello sport, di farsi conoscere, aprirsi ad un target diverso. Per quanto mi riguarda, la gente che non seguiva la pallavolo ha avuto modo di conoscermi prima caratterialmente come sono nella vita di tutti i giorni e poi, magari andando in rete a riguardarsi qualche partita, come giocatore. A giudicare dalle dimostrazioni di affetto ricevute, sono felice di aver avuto un ottimo riscontro.
Ti piace essere raccontato e raccontarti sui Social ? Meglio Twitter o Facebook ?
Penso che i Social al giorno d’oggi siano molto importanti, perché sono strumenti comunicativi, d’informazione e accessibili a tutti, ovviamente non devono sostituirsi al rapporto umano. Se devo dirti quello che uso di più, è sicuramente Twitter perchè mi da l’impressione, oltre ad essere più veloce ed immediato, che dietro i profili ci siano persone più vere. Ricevo molti messaggi su @gigi1mastro e, nel limite del possibile, cerco di rispondere a tutti e valorizzare quelli più belli.
Sei stato un giocatore molto importante e molto in vista della pallavolo.Come ti spieghi questo silenzio attorno a te da parte degli addetti ai lavori ? Perché la pallavolo sembra aver dimenticato Mastrangelo ?
Molto probabilmente al mondo della pallavolo, a differenza di altri sport, non interessa avere maggiore visibilità; è un mondo “piccolo”, che vuole rimanere “piccolo”. Si segue la Nazionale durante le Olimpiadi, ma poi i Club tendono a tenere i loro atleti lontani da situazioni televisive e a non pubblicizzare la loro immagine. Quindi non direi che questo sia un atteggiamento che riguarda solo Mastrangelo, ma è generale. Ci sono molti altri ex campioni che non sono stati supportati e agevolati nella ricerca di altre attività (tipo commentatore, allenatore, ecc.) quindi non mi sento assolutamente preso di mira.
Pensi che, a prescindere dal duro periodo passato a Cuneo dopo il rientro dalle Olimpiadi, non avere una presenza attiva nel mondo della pallavolo (soprattutto con la casacca azzurra) ti mancherà o hai deciso che è arrivato il momento di staccare per sempre ed esplorare nuove attività, magari nel mondo dello spettacolo ?
Sento che posso ancora dare molto al mondo della pallavolo, ma ritengo che in questo momento sia soprattutto all’Estero, e non in Italia, che posso propormi. Intanto qualche nome importante del cinema mi ha detto che potrei interpretare qualche ruolo caratteriale, quindi lavorerò sodo anche in questo senso e, se sarò all’ “altezza” (altro sorriso sornione – ndr) perché non tentare anche questa nuova strada nel mondo dello spettacolo ?
Cosa auguri in questo momento di incertezza globale ai giovani per il loro futuro, soprattutto se volessero intraprendere e investire nella carriera dello sportivo ?
Premesso che ritengo che lo sport non agonistico, quindi vissuto come hobby, sia importante e consigliabile a tutti, ai giovani che volessero intraprendere la carriera agonistica raccomando di valutare bene le proprie doti fisiche e far verificare da chi di dovere, le loro capacità. Lo sport, quando diventa un lavoro, è duro e comporta molti sacrifici.
Pensa che io sognavo di fare il poliziotto, ancora oggi, devo dire, mi affascina molto come professione, ed anche mio papà era contento di questa scelta. Poi, però, l’altezza e la mia fisicità sono state determinanti nella mia scelta di vita.Luigi Mastrangelo, nickname “Gigi”, is “great”: first of all, he is the only one that makes me feel small from the top of my 1 meter and 87 centimetre and second because he is such a champion (4 bronze medals, 5 silver medals, 5 gold medals, best Blocker in the 2004 WL, best Blocker in the 2005 European Championship, best Blocker and best Service in the CEV Cup – Final Four 2007/2008, just to mention a few).

I know everything about his passion for music, especially for Soulful, because we have spent few nights behind a dj console; we have talked many times about races and cars, but what I did not know was his passion for dancing, which seemed to me more than a challenge for him (the “Mastro Tower” loves challenges); therefore I was really curious to know a little bit more about him participating to the tv show “Dancing with the stars” (a tv show aired on RaiUno and hosted by Milly Carlucci: stars from the show and sport business become dancers). The show must have been perfect for him as he used to train in the gym and to practise any kind of sports; so I finally ask him:

How did you get the idea of ​​moving from the floors of Sport Halls to the dance floor of the most glamorous television show? Because of your friendship with Paolo Belli? Paolo is a friend of mine and we did some charity events together but of course he is not in charge of casting for the show. I was contacted by the agency I work with and I immediately accepted because I liked the idea to put me to the test in a discipline, such as dancing, that has always intimidated me.

I know you are very meticulous and perfectionist, competitive and strong-willed and you worked really hard during the week for rehearsals. What was the difference between rehearsing  some choreographies for a prime time show and training in a gym before a match? They are completely different things. The only thing in common is my desire to do my best, trying and trying, as I always do. For an athlete is much easier getting ready for dancing than getting ready for a sport season; studying some choreographies is less “stressful” on your joints than regular training: I had fun and I relaxed!

 What was it like to have a woman as head coach? (Sara di Vaira was his dance teacher and she said he was a “mountain” – editor’s note). And what kind of relationship you two had because, I suppose, she said to have a temper? I specifically requested Sara to be my coach. I knew she had a strong temper, just like mine, and confronting with her was a further challenge which, I think, worked out.

If I should ask Milly Carlucci one of your good and bad quality, what do you think she would say? My good quality is to be a fighter that never gives up. My bad quality is that I used to turn my back to the cameras.

Now you are very popular also among people not really interested in sports: how do you think they saw you during the show? I think that this is one of the best quality of this show: celebrities from different business, like sport, have the chance to become known by a different target of people. As far as I am concerned, who was not following volley had the chance to get to know me as I am in the everyday life and then, maybe, they got curious to watch some old games and they got to know me as a player. Judging from the affection I received, I am happy to have had such a great feedback.

Do you like social networks? Is it better Twitter or Facebook? I think nowadays social networks are really important. They are tools to communicate and to inform and they are accessible to everyone but they should not replace interpersonal relationships. Twitter is what I use more often, because it is faster and I have the impression that the people behind the profiles are more real. I receive a lot of messages on @gigi1mastro and, as far as possible, I try to reply to everyone and to retwitter the most beautiful ones.

You have been a very important player and very popular in volleyball. How do you explain this silence around you by insiders of this sport? Why volleyball seems to have forgotten Mastrangelo? I think that, unlike other sports, people in volleyball does not like to be exposed too much: it is a “small” world and it wants to stay “small”. After playing in the Olympics with the national team, all clubs tend to keep their athletes away from the spotlights of showbiz. It is a general attitude, it is not something that they are doing just with me. Many former athletes and champions have not been supported in looking for a new careers (as sport commentator, coach, ect). I don’t feel targeted.

Do you think that, beside the bad period of time you had in Cuneo after the Olympics, you will miss not playing anymore (especially in the national team) and that is time to find something else to do, maybe in showbiz? I think I can still do a lot in volleyball, but right now I could look for something new abroad, not here in Italy. For one thing, some important film maker suggested I could play some leading role. I will work on this and if I will be able to do it (he has now a knowing smile – editor’s note) why don’t try it?

In times of global uncertainty what would you wish for young people for their future, especially if they are interested in a career in sports? Let me say this first: I think sport as a hobby is really important and everybody should practice some sport. To those young people who want to pursue a career as a professional athletes, I suggest to check their physical qualities and attitudes. Sport, when it becomes a job, is hard and involves many sacrifices. I dreamed to become a policeman and even today, I have to admit it, it still fascinates me: also my dad was happy about it. But then, my height and my physical qualities were crucial in choosing what to do in my life.

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