OPERAE Independent design fair
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| novembre 2017 | 397 Visite | con Commenti disabilitati su OPERAE Independent design fair

PERCHÈ ABBIAMO BISOGNO DEL DESIGN

Giunta ormai alla sua ottava edizione, OPERAE si conferma uno dei territori più interessanti da esplorare tra tutti gli appuntamenti torinesi di questi giorni. Non è solo design, non è solo arte, ma rimane sempre in quel limbo tra i due mondi, abbracciandoli allo stesso tempo.
Questa edizione, dal titolo Why design? enfatizza ancor più questo concetto, dando maggiore spazio ad oggetti e a progetti che tentano di individuare le linee guida nella definizione di una nuova estetica contemporanea.

Se è vero che la differenza principale tra un pezzo di design ed un’opera d’arte è la riconoscibilità della sua funzione, è altrettanto vero che OPERAE travalica questo confine, rendendo insufficiente una definizione inequivocabile di design. La selezione fatta dalla curatrice Alice Stori Liechtenstein è uno specchio di quello che la società contemporanea ricerca, ossia prodotti belli, funzionali, realizzati a mano ed in piccola produzione, se non unici. Quello di cui amiamo circondarci quotidianamente, insomma.

OPERAE è aperta a professionisti, appassionati e a tutti quelli ormai certi che l’autoproduzione e l’indipendenza siano i due aspetti imprescindibili per dei buoni prodotti di design.
Gli interventi in programma vedranno anche la presenza di Stefano Micelli, professore di Economia e Gestione delle Imprese presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia, che con il libro Futuro Artigiano (Marsilio editore) prima, e Fare è innovare (Il Mulino editore) dopo, è ormai un punto di riferimento nel settore.
Che il futuro in questo campo sia nelle mani dei makers e degli artigiani è una certezza consolidata, come è chiaro che il design sia sinonimo di artigianalità, e che è proprio questa la bandiera che noi italiani possiamo e dobbiamo sventolare a livello internazionale.

Il progetto Handmade, ospitato all’interno di OPERAE, è sintetizzato in maniera esatta dall’espressione “mani intelligenti”, utilizzata del Presidente della Regione Piemonte, Sergio Chiamparino.
Quando la matita sfacciata del designer e la mano esperta dell’artigiano si scontrano (perchè spesso il rapporto iniziale non è dei più morbidi), si sviluppano oggetti di un certo interesse. Senza scendere nel dibattito tra buono e cattivo design, che sono etichette che solo il fruitore finale può permettersi, è certo che le due figure siano ormai imprescindibili. Quando poi la mano e la matita vengono guidate da un gallerista, ecco allora che tutto il processo creativo raggiunge un obiettivo. Ecco che le “mani” non sono più solo consapevoli ma “intelligenti”.

Camminando tra le sale del padiglione 5 del Lingotto, sono tanti gli stimoli che colpiscono l’occhio e incuriosiscono la mente.
C’è l’immediata empatia dei pezzi di Arthur Offner, che ricalca le forme di Ettore Sottsass e forse per questo risultano così famigliari.
C’è il design, quello puro, di Guglielmo Poletti (realizzato dalla Berrone Livio & C, galleria SEEDS) che trasforma un tubo in una seduta, lavorando solo sulla geometria e compiendo un gesto che passa quasi inosservato, e proprio per questo così efficace.
Ci sono i metalli: ferro, ottone e rame sapientemente lavorati da Mingardo.
C’è la ceramica tornita a mano e prodotta secondo la tradizione etrusca di Manufatto.
Ci sono poi le atmosfere psichedeliche e senza tempo di Superego.

L’aumento degli spazi espositivi, nonostante abbia delocalizzato la fiera dai palazzi storici torinesi che l’avevano ospitata fino al 2016, è stato il segno di un salto qualitativo e non solo quantitativo, che guarda dichiaratamente al futuro.
OPERAE infatti ha saputo variare la qualità dell’offerta, inserendo un’ampia sezione dedicata alla moda indipendente di ricerca, Dreamers, progetto etico ideato da Barbara Casalaspro e Ludovica Gallo Orsi, che guarda al futuro pensando alla sostenibilità come unione di etica ed estetica; un ricco calendario culturale ed un programma di Business Meeting organizzato dalla Camera di Commercio di Torino che mira a portare le aziende a diretto contatto con gli espositori. Importante novità di quest’anno l’inserimento del settore hotellerie.
OPERAE si conferma quindi come una perfetta contaminazione tra due mondi, che a fasi alterne storicamente hanno saputo ripudiarsi, per poi rispettarsi e finalmente guardarsi negli occhi imparando l’uno dall’altra.
L’arte e il design.

Luca Drago
archimood.it
luca@archimood.it

 

Arthur Offner, Guglielmo Poletti, Manufatto

OPERAE
Padiglione 5 del Lingotto / Via Nizza 294 – Torino
3-4-5 novembre / dalle ore 11:00 alle 20:00
Per info e contatti
www.operae.biz

 

 

 

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