Olimpiadi di pediatria: per salvare la vita a un bambino ci vuole allenamento
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| 2017 | In evidenza | Senza categoria
| giugno 2017 | 1146 Visite | con Commenti disabilitati su Olimpiadi di pediatria: per salvare la vita a un bambino ci vuole allenamento

L’affiatamento, il senso del “gruppo”, la sensazione di essere un corpo unico, un unico organismo vitale: è questo che, nelle situazioni di emergenza, permette ai team di pronto intervento di salvare una vita. Sbagliare è facilissimo: basta un attimo di esitazione, una parola fraintesa, basta che intorno alla persona che ha bisogno di aiuto ci sia un po’ di confusione, che subito si perde il bandolo della matassa, e il groviglio si fa pericoloso, a volte, come testimoniano i casi di cronaca che ogni giorno riempiono i giornali, fatale. E’ questa la realtà del pronto intervento, amplificata oltre misura se il paziente è un bambino.

 

Ecco perché dall’8 all’11 giugno, presso il Dipartimento di Pediatria della Sapienza Università di Roma, si svolgerà la prima edizione dei “Pediatric Simulation Games”, le “olimpiadi di pediatria”, giochi che vedranno coinvolti team di pronto soccorso da tutta Italia, composti ognuno da 6 specializzandi.

 

Scopo di queste simulazioni di primo intervento, incentivare, al severo cospetto di tre giudici internazionali lo sviluppo delle tecniche più avanzate ed efficaci della pediatria d’urgenza, così da spingere gli specializzandi a migliorare il proprio livello di bravura e affidabilità, anche in vista di eventuali “rivincite” negli anni successivi.

 

A organizzare la maxi competizione sono la SIMEUP (Società Italiana di Medicina di Emergenza ed Urgenza Pediatrica – www.simeup.it), la Scuola di Specializzazione in Pediatria dell’Università degli Studi di Roma “la Sapienza”, il CEQUAM (Centro di Ricerca per la valutazione della Qualità in Medicina e medicina di genere) e la SIP (Società Italiana di Pediatria), in collaborazione con ONSP, SIAIP, SINP, SIMRI, (il significato degli acronimi è disponibile sul sito Simeup e nella documentazione allegata).

 

La giuria sarà formata da tre colleghi nord americani con una comprovata esperienza nella realizzazione di programmi di simulazione per l’assistenza al bambino critico. Il gioco sarà ad eliminazione diretta; ogni squadra dovrà essere formata da 6 componenti in modo da ricreare il team di rianimazione e i componenti dovranno essere specializzandi di pediatria alla loro prima specializzazione.

 

“L’importanza dei giochi – spiega il presidente Simeup Riccardo Lubrano – è data soprattutto dal fatto di aver fornito ai ragazzi un nuovo strumento di apprendimento “attraverso il gioco”, nonché un confronto diretto con gli specializzandi di tutte le scuole italiane, riuniti per la prima volta in un unico “convegno” sotto l’egida di tutte le Società scientifiche di pediatria italiane. Queste “olimpiadi” mettono i ragazzi nella condizione di confrontarsi sulle buone pratiche attraverso l’applicazione delle più moderne linee guida di diagnosi e terapia, e non in un clima di autoreferenzialità, in quanto verranno valutati da tre fra i maggiori esperti internazionali nel campo dell’urgenza pediatrica. Un percorso di formazione prezioso e fondamentale, oggi più che mai, soprattutto alla luce dei più recenti casi di cronaca che hanno coinvolto la salute dei bambini, dai vaccini alle cure omeopatiche”.

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