Alimentazione Bioenergetica ed Emozioni
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| gennaio 2017 | 423 Visite | con Commenti disabilitati su Alimentazione Bioenergetica ed Emozioni

Antipasto di salumi misti, pasta asciutta o ripiena, arrosto, patate e torta di mele. Sembra un menù di altri tempi, con pietanze da anni Cinquanta e Sessanta, il pranzo della nonna perché questi sono i piatti, schietti e sinceri, che mangiavano da piccoli, nelle buone occasioni. Appare, insomma, vera archeologia enogastronomica, ma non è così. Alla faccia di nouvelle cuisine, happy hour, finger food, fast food e cucina molecolare, sembra infatti essere ancora questo il tradizionalissimo “pranzo della domenica” degli italiani. Questa nostra moderna società opulenta ci lancia continuamente doppi messaggi alimentari: da una parte impone modelli di bellezza ascetica e diafana, dall’altra compie un vero e proprio “bombardamento” psicologico, fatto di messaggi più o meno subliminali che inducono al consumo esasperato di merendine, dolcetti, alcolici, formaggini vari ecc. A fianco del palese aspetto oggettivo dell’alimento, calorico ed energetico, viene esercitato un forte peso psicologico dato dal nostro immaginario, ad esempio calorie = affettività acquolina in bocca = cibo proibito ecc…

Fin da bambini siamo stati abituati a coronare i cibi che ingeriamo di valenze affettive che ci portiamo poi dietro da adulti; così ad esempio un bel pezzo di cioccolata ci rende meno “amara” una difficile situazione da affrontare, un’abbondante porzione di torta alla panna ci farà credere di poter annullare certi nostri dispiaceri, le continue fughe nel frigorifero di casa ci illuderanno di ristabilire il nostro stato d’animo alterato. Oggigiorno si evidenzia sempre di più una tendenza eccessiva, che ci viene dall’esterno, a indicare diete di tutti i tipi, da quella per lo sportivo a quella per la casalinga, da quella dell’estate a quella dei tropici. In definitiva il piacere di mangiare e il benessere che ne deriva per il nostro organismo sono la risultante di più elementi e valori. Quello biologico, quello culturale, quello della convivialità, quello intellettuale, quello erotico, quello esotico e quello legato al piacere dei sensi ; vista, olfatto, gusto e udito: la pentola che bolle, il caffè che sale su, i bicchieri che tintinnano, le patatine che friggono nella padella. E viste le variegate e complesse implicazioni che hanno a che fare con il cibo, diventa sempre più importante dedicare la dovuta attenzione alle nostre abitudini alimentari, quindi a che cosa, come e quanto mangiamo. Ciò significa che bisogna essere in grado di poter valutare e modificare comportamenti alimentari sbagliati e spesso dannosi per la propria salute. Per fare ciò, occorre però, un discreto impegno e tempo, perché al giorno d’oggi i buoni intendimenti per una sana e corretta alimentazione spesso falliscono di fronte alle mille difficoltà e ai mille problemi della vita di tutti i giorni. L’acquisto all’ultimo minuto, la monotonia dei pasti quotidiani, un frigorifero desolatamente vuoto, il “mordi e fuggi” tra un impegno e l’altro, l’ansia del rientro in ufficio nella pausa-pranzo, costituiscono un serio ostacolo, a volte insormontabile, al poter applicare praticamente un’alimentazione sana, conforme alle proprie attività. Spesso le persone cercano di soddisfare le aspettative della società e della cultura. Nello sforzo di esser come tutti gli altri tendono a creare attività e modi uniformi con il fare paragoni tra se stesse e gli altri; le persone cercano di corrispondere al modo in cui esse “dovrebbero” essere. Facendo ciò il limite è di ridurre le capacità di imparare ad adattarsi creando una vera sofferenza personale.  Questo disagio si riflette sul corpo creando meno fiducia in se stessi, meno abilità a pensare e assolutamente meno muovimento.

Articolo redatto da:

Sabrina Giraudo

Consulente Bioenergetica e Olistica

Per Info e Contatti

sg@sabrinagiraudo.com

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