A… come affitto o A come acquisto?
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| 2016 | Investo Building | News
| gennaio 2017 | 287 Visite | con Commenti disabilitati su A… come affitto o A come acquisto?

Mattone, ok. Ma di proprietà o solo in affitto? È  una questione, economicamente parlando, simile a quella dell’uovo e della gallina. E che, spesso, riesce a non trovare una risposta definitiva. La confusione, d’altra parte, è grande sotto il cielo, ma a dispetto delle citazioni dotte, la situazione non è per nulla eccellente. Bisogna, anzi, fare chiarezza. Innanzitutto con se stessi, per capire i motivi e le leve che potrebbero spingere verso l’una o l’altra soluzione quando si tratta di cercare casa (o ufficio). Chi ha provato a mettere un po’ di ordine tra la cascata di pro e di contro in materia sono stati gli esperti dell’ufficio studi di Tecnocasa. Che al termine del loro lavoro hanno addirittura stilato un elenco per punti, da consultare e fare proprio, nel caso ci si trovi nell’imbarazzo più completo della scelta. Si parte innanzitutto dalla storia: il passato, infatti, dice che gli italiani hanno sempre avuto un’alta propensione all’acquisto dell’abitazione e, nonostante la crisi degli ultimi anni, ancora oggi considerano l’immobile un buon investimento. Certo, però, che per imbarcarsi in questo tipo di operazione è necessario avere un capitale di partenza: “almeno il 20% del valore dell’immobile e le spese legate all’acquisto”, stimano gli esperti. Mentre se si sceglie l’affitto basta un capitale minimo sufficiente a coprire le spese relative al deposito cauzionale richiesto e le spese legate alla stipula del contratto di locazione.Fin qui, tutto bene. Ma il resto? Secondo gli addetti ai lavori, sono sostanzialmente cinque i pilastri su cui poggia la scelta di acquistare casa: bisogno di sicurezza e di stabilità, soprattutto se si tratta della prima casa. Ma anche la rivalutazione del capitale: sia che lo si utilizzi per se e sia che si decida di affittarlo, l’immobile è sempre un buon investimento in termini di rivalutazione del capitale. Dal 1998 ad oggi il valore delle case ha registrato un incremento nominale medio del 35%. C’è poi il mercato, che rende un acquisto particolarmente “goloso”: dopo 7 anni di ribassi di prezzo, in questo momento, si possono trovare ancora degli immobili a quotazioni accessibili. E la maggiore propensione delle banche ad erogare mutuo e i tassi convenienti, di certo, aiutano. Al desiderio poi di realizzare la dimora dei propri sogni, infine, si somma anche la volontà di creare una “dote” da lasciare ai figli. Sull’altro piatto della bilancia, però, ci sono i 5 buoni motivi per andare in affitto: una decisione che spesso non è soltanto una volontà, ma anche una necessità (economica, lavorativa o di studio). Ma al netto di tutto ciò, esistono anche altri elementi che inducono all’affitto: l’intenzione di non immobilizzare il capitale, ma anche la garanzia di una maggiore mobilità, potendo così cambiare più facilmente città, quartieri o case. La certezza delle spese mensili, senza doversi occupare di impreviste spese di manutenzione straordinaria (spesso pesanti), e la possibilità di abitare in case che non si potrebbero acquistare. Infine, la possibilità di evitare tutte le spese legate all’acquisto di un immobile. Due schieramenti, dunque, diametralmente e fieramente opposti. E voi, da che parte state?

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