Bioenergetica ed Educazione alimentare
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| 2016 | Investo Health | News
| dicembre 2016 | 1183 Visite | con Commenti disabilitati su Bioenergetica ed Educazione alimentare

La   bioenergetica   parte   dal   presupposto   che   ogni   individuo   disponga di un’energia vitale, essenziale sia per un’interazione fra corpo e mente, sia per il controllo degli stati fisici e di quelli mentali. L’energia a cui fa riferimento la bioenergetica è stata definita, a seconda degli influssi culturali, Qi(chi), forza vitale. Ho sviluppato il mio percorso professionale con le dolci discipline orientali basate sui 5 grandi elementi attraverso l’analisi del piede. Esistono degli elementi facilitanti per il raggiungimento e il mantenimento dello stato di salute e di benessere: essi sono la possibilità di esprimere le emozioni e la possibilità di relazionarsi in modo soddisfacente con gli altri, di comunicare di amare; esistono però anche molti fattori che possono interferire negativamente, come l’inibizione dell’espressione delle emozioni e lo stress prolungato, che portano alla somatizzazione   di tensioni croniche nei tessuti ed in ultimo e per questo non meno importante è fondamentale una corretta alimentazione. Tutto ciò, se non è in equilibrio, impedisce all’energia di fluire liberamente nel nostro organismo. Per alimentazione bioenergetica intendiamo un’alimentazione al servizio della vita, che apporti un cibo in grado di trasformarsi, dentro di noi, in cellule sane e capaci di mantenersi tali, un cibo che possa fornire energia disponibile per la vita e il movimento, che è strettamente legato alla vita stessa. Per poter soddisfare questi requisiti, il cibo deve essere ricco di tutte quelle sostanze nutrienti di cui abbiamo bisogno e che possiamo trarre solo da esso. Siamo portati a pensare al cibo solo in termini biochimici. Si tratta di una visione parziale e ristretta: in realtà dovremmo pensare al cibo in senso più ecologico, non come una cosa, ma come una relazione tra noi, il cibo e l’ambiente. Se l’ambiente si modifica, in senso migliorativo o peggiorativo, anche gli alimenti che da questo vengono trattati si modificano e, in ultima istanza, anche la nostra salute, che è strettamente legata alla qualità del nostro cibo, si modifica e ne può risentire, spesso pesantemente. Questo è il primo approccio ma prima di procedere è importante fare una considerazione   più   olistica   dell’alimentazione   ed   è   quindi   necessario cambiare un po’ il linguaggio e le conoscenze. Gli alimenti non sono solamente un insieme di principi nutritivi: proteine, carboidrati, lipidi, vitamine, minerali. Dietro all’aspetto, al sapore, al colore e ad altre caratteristiche si cela la vera natura del cibo e la sua funzione per l’uomo che se ne nutre. Un errore molto comune della nutrizione (ma anche della medicina) occidentale, è quello di dividere, frazionare, si parla in termini di grassi,    carboidrati,   calorie, perdendo   di   vista   l’insieme.   In   tal   senso l’alimentazione bioenergetica si rifà a una visione più olistica della Terra, dell’uomo e anche degli alimenti. I principi che regolano questa visione sono gli stessi della fisica quantistica ma si rifà a un modello molto più antico, quello della Medicina Tradizionale   Cinese. L’alimentazione bioenergetica nasce quindi dall’integrazione delle più recenti scoperte scientifiche in ambito della nutrizione occidentale con la visione dell’alimentazione secondo i principi la Medicina Cinese Classica. Si parte da una osservazione accurata della persona, che permetta di stabilire quali siano gli alimenti più adatti al soggetto in esame, quali le cotture e gli specifici momenti della giornata in cui è preferibile mangiare o non mangiare certi cibi. Questo nuovo regime alimentare non è una dieta che, come frequentemente accade, porta solo ad una iniziale quanto transitoria riduzione di peso, ma una nuova modalità di alimentarsi, facendo scelte più consapevoli con l’obiettivo di vivere meglio. Cosa vuol dire saper mangiare? Prima dell’era alimentare moderna, gli uomini mangiavano in base alle loro tradizioni nazionali, etniche o regionali. Le tradizioni e la cultura di un popolo erano in grado di rispondere alle domande su cosa e come mangiare, su quando mangiare, quanto e perché. La funzione di trasmettere le informazioni utili per l’alimentazione era svolto dalla famiglia e, in particolare, dalla figura materna, che tipicamente trasmetteva le abitudini alimentari del gruppo di appartenenza; queste informazioni rappresentavano, per inciso, il distillato di   un sapere tramandato da generazioni, che si trasmetteva e sopravviveva proprio perché aiutava a mantenere il gruppo in buona saluta. Con 17.000 nuovi prodotti all’anno e oltre 30 miliardi spesi nel marketing l’industria   alimentare   ha   eliminato   l’influenza   della   tradizione,   lasciandoci dipendere dai media per decidere cosa mangiare. Occorre rimettere l’attenzione a quelli che sono cibi semplici e non trattati. Ecco che  il percorso di educazione alimentare diventa fondamentale per non commettere dei grossi errori. Il primo passo è quello di imparare a fare la spesa intelligente. Socrate   spesso   andava   al   mercato   senza   comperare nulla, per vedere quante cose vi fossero di superfluo e di cui non aveva bisogno.

Sabrina Giraudo

Per info e Consulenze 

sabrinagiraudo70@gmail                                                

 Credit Ph: Roberto Troisi

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