I Robot e gli esseri umani insieme nel futuro dell’industria
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| 2016 | News
| aprile 2016 | 926 Visite | con Commenti disabilitati su I Robot e gli esseri umani insieme nel futuro dell’industria

L’industria del futuro vedrà lavorare, fianco a fianco, uomini e robot. Robot collaborativi (o cooperativi) vengono definiti. Per ora lavorano in reparti separati ma in Giappone hanno già iniziato gli esperimenti di affiancamento. Non è facile, per evidenti problemi di sicurezza che, per il momento, obbligano i robot ad una eccessiva lentezza nelle operazioni. Ma la linea pare tracciata.

Ed è un percorso che, secondo gli operatori del settore, non crea disoccupazione. I robot, insomma, non cancellano i posti di lavoro degli uomini ma, al contrario, contribuiscono a crearne di nuovi. Probabilmente il rapporto di 5 posti di lavoro creati grazie all’inserimento di un robot è eccessivo anche se ufficiale. Ma l’importante è che la figura umana resti fondamentale e centrale nella fabbrica, affidando al robot le mansioni troppo pesanti, troppo rischiose o troppo precise per l’uomo. Basti pensare all’utilizzo dei laser che non può prescindere dai robot.

E anche se l’Italia ha perso parecchio terreno negli ultimi anni, le opportunità di rilancio sono notevoli. Soprattutto in Piemonte dove la robotica italiana è nata e dove sono stati creati – dalla Dea, dall’Olivetti, da Prima Industrie – alcuni robot che poi si sono diffusi nel mondo.

Il problema è che, per attuare questa grande rivoluzione industriale legata all’introduzione dei robot collaborativi, servono grandi investimenti. Dunque soltanto chi sarà disposto ad investire, ed avrà le risorse per farlo, si ritroverà con quella che viene definita come fabbrica 4.0. Ma gli altri rischieranno di diventare, progressivamente, sempre meno competitivi.

C’è anche chi non crede al robot collaborativo e preferisce i robot più classici, attualmente molto più veloci e sicuri. Robot che, ovviamente, non sono destinati a sparire e che anzi saranno sempre più utili alle piccole imprese che se ne stanno dotando nei settori più disparati, dall’automotive alla farmaceutica e cosmesi, dall’alimentare  alla meccanica.

D’altronde dal robot non si può più prescindere. Il boom cinese è stato accompagnato e favorito dalla massiccia introduzione della robotica nelle imprese. E non soltanto in Cina, ma in tutta l’Asia, dal Giappone alla Corea. L’Asia, insieme all’Oceania, investe nei robot più dell’Europa e delle Americhe. Questo serve anche a spiegare le differenti dinamiche delle economie continentali. Quanto all’Italia, conserva la seconda posizione in Europa, alle spalle della Germania, ma nel mondo è precipitata in settima posizione (era quarta 10 anni or sono).

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