Il Ballo del Doge – The Secret Gardens of Dreams
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| 2016 | Investo Travel | News
| febbraio 2016 | 1290 Visite | con Commenti disabilitati su Il Ballo del Doge – The Secret Gardens of Dreams

Non c’è un ballo più sontuoso ed esclusivo al mondo di quello messo in scena dalla stilista veneziana Antonia Sautter. Parliamo del Ballo del Doge che ha visto sabato scorso, sorgere la sua XXIII alba, tra Palazzo Barbarigo della Terrazza e Palazzo Tiepolo, all’interno di Palazzo Pisani Moretta, opulento palazzo della seconda metà del XV secolo, costruito dai Bembo. Uno dei più rappresentativi esempi di gotico veneziano fiorito, affacciato sul Canal Grande, ha aperto le porte a 400 selezionatissimi invitati arrivati da tutto il mondo per vivere un sogno, lo stesso progetto onirico che ha visto nell’arco di una notte le performance di oltre 100 artisti e l’impiego tra tecnici audio, luci e security di oltre 130 addetti ai lavori, senza contare i 25 dipendenti dell’azienda Antonia Sautter Creations & Event. Un allestimento che inizia a prendere vita alle 8 del mattino del giorno del gran ballo e che alla stessa ora del giorno dopo non ci sarà più: è una notte e non ci sono mezzi su strada per spostare il tutto, se non il dolce cullare di una laguna mai così tanto affollata. “The Secret Gardens of Dreams: Oniricum, Immaginarium, Desiderium”: questo il tema dell’edizione che ha appena chiuso i battenti, con i suoi tre diversi allestimenti a ricreare all’interno del Palazzo tre giardini e altrettante suggestioni, capaci di regalare un sogno per una notte, prima che il sole torni alto.  Non è glamour, sarebbe riduttivo ma è di una esclusività che quasi imbarazza, almeno fino a quando il sorriso morbido di Antonia non si posa su di te a rimettere le cose al suo posto.   Lei che nel 1999 fu scelta da Stanley Kubrick per la realizzazione delle maschere utilizzate nell’ultimo capolavoro del maestro del cinema: Eyes wide shut. E sempre lei, Cavaliere della Repubblica Italiana, dal 2012 per “ricompensare benemerenze acquisite verso la Nazione nel campo delle lettere, delle arti, della economia”.

Ancora numeri e coordinate per provare a dare un’idea di ciò che è stato il Ballo del Doge: parliamo dunque di una “festa” che da sola muove un indotto, per la città di Venezia, di oltre 4 milioni di euro, parliamo di vestiti d’epoca che per affittarli per una sola notte si arrivano a spendere delle cifre con svariati zeri. Il minimo? Ottocento euro e chiudere la forbice è impossibile, perché bisogno fare i conti con i capricci, e le richieste di chi vuole che il suo sogno sia veramente unico. Le maschere invece non si affittano, si comprano e qui il costo varia, si possono spendere poche decide di euro ma anche superare i 2.000 €. Al piano terra (Oniricum), di Palazzo Pisani Moretta, c’era il giardino dell’Eden, quello della Creazione e dell’Innocenza con suggestioni legate al mondo mistico della natura e della creazione primordiale; salendo si arrivava al piano nobile (Immaginarium), con il giardino dei Ricordi laddove i giochi dell’Infanzia hanno ripreso vita, grazie ad un organetto di Barberia, ai cavalli di una vecchia giostra a carillon, al mangiafuoco con le sue marionette. Un mondo incantato da guardare con gli occhi di quel bambino nascosto nel cuore di ognuno di noi. Il secondo e ultimo piano (Desiderium) era il giardino dei sogni proibiti, della seduzione mista a trasgressione, magicamente raccontata da Giacomo Casanova.

Danze e spettacoli ma anche una cena di gala firmata dallo chef Corrado Fasolato, tre forchette sulla guida del Gambero Rosso e due stelle Michelin. Un sogno immaginato da Antonia Sautter e raccontato sul piano sensoriale dalla food designer Rosita Dorigo. Senza tempo la Contessa Marta Marzotto, in prima fila durante l’esibizione mozzafiato di Lettice Rowbotham, finalista con il suo violino ai Britain’s Got Talent 2014. Insuperabile la sua performance sulle note di Titanium, successo planetario del deejay francese David Guetta in collaborazione con Nicki Minaj. Impeccabile Zucchero Fornaciari, moderno Willy Wonka sulla falsariga del Johnny Depp che tutti ricordano quando a dirigerlo fu il maestro Tim Burton: era il 2005 e parliamo di Charlie and the Chocolate. Completamente di nero vestita la stilista Alberta Ferretti, mai tanto eclettica invece la scrittrice e autrice televisiva Antonella Boralevi, solo cobalto per Gabriella Scarpa presidente del gruppo LVHM Italia.

Si è sognato, si è osato, si è vissuta una notte lunga una vita, per citare una vecchia canzone dei Negrita e poi si è lasciato andare quel sogno che continuerà a vivere, negli scatti fissati su pellicola e nella mente di chi ha avuto l’onore di essere li. Appuntamento alla prossima edizione: segnate in agenda il 25 febbraio 2017. Li il tempo si fermerà ancora, le lancette dell’orologio torneranno indietro, i sogni prenderanno vita e Antonia Sautter ancora una volta sarà la regina incontrastata del mondo della Favole. Perché è di quello che stiamo parlando, di favole a lieto fine.

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