«Non chiudersi in se stessi: la crisi si affronta insieme al team»
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| 2014 | 2014 – Numero 2 | Investo Coach
| giugno 2014 | 2414 Visite | con No Comments

Non si fa altro che parlare di crisi. È praticamente impossibile di questi tempi, poter guardare la tv, leggere un giornale, fare quattro chiacchiere al bar, senza sentir parlare di crisi.

 

Manager, imprenditori, liberi professionisti sono costretti a muoversi in uno scenario ricco di tensioni e difficoltà, come se i talenti e le capacità personali fossero azzerate da una palude di immobilismo che si mescola alla paura del futuro.

 

Per capire dunque in che modo e con che spirito affrontare i momenti di oggettiva complessità come quello che stiamo attraversando, ci siamo rivolti a un professionista che per mestiere aiuta le persone a migliorare la propria vita e a raggiungere gli obiettivi.

 

Fondatore e presidente di Ekis, Livio Sgarbi, torinese, 47 anni, è un Mental Coach da oltre vent’anni e si occupa di strategie per lo sviluppo di prestazioni ottimali nei più disparati campi professionali, personali e sportivi. Livio ha seguito e segue tuttora aziende multinazionali, manager e imprenditori, oltre a lavorare con atleti professionisti e team sportivi di livello internazionale.

 

«In questi ultimi anni – è la sua premessa – sono sempre più attento a una questione che sembra di secondaria importanza: parlo della reazione psicologica della gente, dell’atteggiamento mentale che inevitabilmente si trasforma in comportamenti. È da qui che dobbiamo partire, indipendentemente dalla professione che ognuno di noi svolge».

 

Come si convive, nel caso di un imprenditore, con il timore di dover chiudere la propria attività e la preoccupazione di dover licenziare numerose persone?

 

«Occorre essere chiari e sinceri con i propri collaboratori e dipendenti. Da coach consiglio di non chiudersi a riccio, pensando di dover risolvere la crisi in solitudine. Questo è invece il momento di fare squadra, di chiedere con entusiasmo al gruppo di ricercare idee concrete e piani di riduzione dei costi. Ripeto: non flagellarsi, ma rimboccarsi le maniche tutti insieme».

 

Come può un manager, magari non giovanissimo, continuare a sentirsi la persona giusta al posto giusto, nonostante la sensazione di venire scalzati dalla velocità dell’innovazione tecnologica?

 

«Un professionista può cedere qualcosa sul lato delle nuove tecnologie, ma non perdere punti sul fronte dell’esperienza e della leadership sulle persone. Non è così importante saper usare WhatsApp e Facebook come un ragazzo di vent’anni: basta conoscerne le basi e i benefici. Poi incaricheremo qualcuno al nostro fianco che le utilizzerà anche per noi».

 

Chi è Livio Sgarbi

Fondatore e presidente di Ekis svolge attività di Master Trainer e Personal Coach e tiene seminari in Europa sulla motivazione e il potenziamento delle risorse personali. Da vent’anni si occupa di strategie per lo sviluppo delle prestazioni ottimali (peak performance training) nei più diversi campi di applicazione professionale, personale e sportiva. Ha seguito e segue tuttora in qualità di mental coach aziende multinazionali, squadre sportive (calcio, pallavolo, pallamano, equitazione, basket, golf, tennis), manager, imprenditori, professionisti e atleti di svariate discipline sportive (atletica, golf, tennis, calcio, sci eccetera). Personal coach di numerose personalità di rilievo in ambito dirigenziale, manageriale e sportivo (Carlo Ancelotti, Massimo Caputi, Marco Berry, Fabio Fognini) è stato ospite e opinionista di svariate trasmissioni televisive su Rai, Mediaset, Sky, MTV e radio nazionali (Radio Deejay, RIN, 105, Capital, Rai) in qualità di opinionista ed esperto in peak performance. Autore per la Sperling & Kupfer di due libri di successo: “Istruzioni per Vincere” e “Dai colore alla tua vita”. È oggi riconosciuto il coach più esperto e autorevole in Italia.

 

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