Gigi Mastrangelo
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| 2014 | 2014 – Numero 3 | In evidenza | Investo Sport
| giugno 2014 | 2407 Visite | con No Comments

Dire che Luigi Mastrangelo “Gigi” per gli amici è un “grande” non mi costa nulla: primo perchè è l’unico con cui mi sento piccolo anche dall’alto del mio metro e 87 centrimetri e secondo perchè con un palmares così , 4 medaglie di bronzo, 5 medaglie d’argento, 5 medaglie d’oro, miglior Muro della WL 2004, miglior Muro dei Campionati Europei 2005, miglior Muro e Miglior Servizio della CEV Cup – Final Four 2007/2008, solo per citarne alcuni, non mi pare assolutamente eccessivo utilizzare tale aggettivo.
Della sua passione per la musica, soprattutto Soulful, sono a conoscenza per più di una serata trascorsa con lui dietro alla consolle; sulla velocità e sulle auto potenti ho condiviso più di un discorso, ma di questa sua passione per il ballo, che a me è parsa più una sfida (di quelle che tanto piacciono al nostro “Mastro Tower”), ero completamente all’oscuro; quindi c’è stata molta curiosità riguardo alla sua scelta di partecipare all’edizione 2013 di “Ballando con le stelle” (programma televisivo di RaiUno, condotto da Milly Carlucci, che vede personaggi famosi e sportivi cimentarsi nelle vesti di ballerini); e se è vero che il format calza a pennello per chi, come lui, nella vita ha a che fare con palestra, allenamenti e sport in genere, posso finalmente chiedergli:
Come ti è venuta l’idea di passare dal parquet dei Palazzetti alla pista da ballo più glamour della televisione ? Ha avuto influenza la tua amicizia con Paolo Belli ?
Sono amico di Paolo ed abbiamo partecipato insieme a delle manifestazioni benefiche ma ovviamente non è lui che decide il cast della trasmissione. La proposta mi è arrivata tramite l’agenzia con cui collaboro ed ho subito accettato perché mi piaceva l’idea di mettermi alla prova in una disciplina, come quella del ballo, per cui nutrivo una sorta di timidezza.
So che sei molto pignolo e perfezionista, competitivo e volitivo, ti sei impegnato molto anche durante le prove settimanali della trasmissione qual’è stata la differenza tra il provare le coreografie del ballo da fare in prima serata e lavorare in palestra in attesa della partita?
Sono due cose totalmente diverse, l’unico punto in comune, è stata la mia voglia di ottenere il meglio, provando e riprovando, come faccio sempre nelle mie sfide. Prepararsi per il ballo, fisicamente per un atleta è più semplice che allenarsi per una stagione agonistica; studiare delle coreografie è un allenamento meno “traumatico” rispetto a quello sportivo che sollecita le articolazioni, quindi mi sono molto divertito ed anche un po’ riposato !
Com’è stato avere una donna come coach (Sara Di Vaira è stata la sua insegnante di ballo e l’ha definito una “montagna” – ndr) e che tipo di rapporto si è instaurato con lei che, mi pare, avesse un bel caratterino?
Avere Sara come insegnante è stata una mia esplicita richiesta, sapevo che aveva un carattere forte e, per certi versi, simile al mio, quindi confrontarmi con lei è stata un’ulteriore prova che, a quanto pare, ha funzionato.
Se dovessero chiedere a Milly Carlucci un tuo pregio ed un tuo difetto, cosa pensi risponderebbe ?
Come pregio, il fatto che sono uno combattivo che non si arrende mai anche se in difficoltà. Come difetto, che ogni tanto davo troppo le spalle alle telecamere.
Ora hai una grande popolarità anche tra chi non si è mai molto interessato di sport: come pensi ti abbiano visto questi telespettatori ?
Credo che uno dei pregi di questo programma sia proprio questo: dare la possibilità a persone che arrivano da altri ambienti, come può essere il mondo dello sport, di farsi conoscere, aprirsi ad un target diverso. Per quanto mi riguarda, la gente che non seguiva la pallavolo ha avuto modo di conoscermi prima caratterialmente come sono nella vita di tutti i giorni e poi, magari andando in rete a riguardarsi qualche partita, come giocatore. A giudicare dalle dimostrazioni di affetto ricevute, sono felice di aver avuto un ottimo riscontro.
Ti piace essere raccontato e raccontarti sui Social ? Meglio Twitter o Facebook ?
Penso che i Social al giorno d’oggi siano molto importanti, perché sono strumenti comunicativi, d’informazione e accessibili a tutti, ovviamente non devono sostituirsi al rapporto umano. Se devo dirti quello che uso di più, è sicuramente Twitter perchè mi da l’impressione, oltre ad essere più veloce ed immediato, che dietro i profili ci siano persone più vere. Ricevo molti messaggi su @gigi1mastro e, nel limite del possibile, cerco di rispondere a tutti e valorizzare quelli più belli.
Sei stato un giocatore molto importante e molto in vista della pallavolo.Come ti spieghi questo silenzio attorno a te da parte degli addetti ai lavori ? Perché la pallavolo sembra aver dimenticato Mastrangelo ?
Molto probabilmente al mondo della pallavolo, a differenza di altri sport, non interessa avere maggiore visibilità; è un mondo “piccolo”, che vuole rimanere “piccolo”. Si segue la Nazionale durante le Olimpiadi, ma poi i Club tendono a tenere i loro atleti lontani da situazioni televisive e a non pubblicizzare la loro immagine. Quindi non direi che questo sia un atteggiamento che riguarda solo Mastrangelo, ma è generale. Ci sono molti altri ex campioni che non sono stati supportati e agevolati nella ricerca di altre attività (tipo commentatore, allenatore, ecc.) quindi non mi sento assolutamente preso di mira.
Pensi che, a prescindere dal duro periodo passato a Cuneo dopo il rientro dalle Olimpiadi, non avere una presenza attiva nel mondo della pallavolo (soprattutto con la casacca azzurra) ti mancherà o hai deciso che è arrivato il momento di staccare per sempre ed esplorare nuove attività, magari nel mondo dello spettacolo ?
Sento che posso ancora dare molto al mondo della pallavolo, ma ritengo che in questo momento sia soprattutto all’Estero, e non in Italia, che posso propormi. Intanto qualche nome importante del cinema mi ha detto che potrei interpretare qualche ruolo caratteriale, quindi lavorerò sodo anche in questo senso e, se sarò all’ “altezza” (altro sorriso sornione – ndr) perché non tentare anche questa nuova strada nel mondo dello spettacolo ?
Cosa auguri in questo momento di incertezza globale ai giovani per il loro futuro, soprattutto se volessero intraprendere e investire nella carriera dello sportivo ?
Premesso che ritengo che lo sport non agonistico, quindi vissuto come hobby, sia importante e consigliabile a tutti, ai giovani che volessero intraprendere la carriera agonistica raccomando di valutare bene le proprie doti fisiche e far verificare da chi di dovere, le loro capacità. Lo sport, quando diventa un lavoro, è duro e comporta molti sacrifici.
Pensa che io sognavo di fare il poliziotto, ancora oggi, devo dire, mi affascina molto come professione, ed anche mio papà era contento di questa scelta. Poi, però, l’altezza e la mia fisicità sono state determinanti nella mia scelta di vita.

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