Collezionare la fortuna
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| 2014 | 2014 – Numero 3 | Investo Collection
| giugno 2014 | 1705 Visite | con No Comments

E adesso non mangiatevi il cappello, perché se non lo sapevate è soltanto colpa vostra e di nessun altro. Quindi è meglio ripartire da qui. E da questa domanda: lo sapete che si possono collezionare i feticci della fortuna altrui e farci anche di soldi? Come?

In quel maremagnum che è il mondo del collezionismo piú o meno d’antan un posticino se l’è ricavato – nel corso del tempo – anche il collezionismo di biglietti della lotteria. E sappiate subito che il valore di un tagliando piú o meno antico puó avere quotazioni talvolta esorbitanti. Non  milionario, certo, ma di un certo  interesse.

Il perché di questa passione tutt’altro che scontata va cercato come al solito in ciò che rappresenta quel biglietto piú o meno fortunato  scovato con non poca fatica  in vecchi libri e scantinati. Per dire: il valore commerciale di un tagliando della Lotteria di Tripoli, del 1935, sulla carta può variare dai 5 ai 35 euro, salvo che non sia un vincente.   Per  chi non lo sapesse, ben prima del gran premio del Bahrain esistevano i Gran Premi “desertici”, e il più famoso di tutti era quello di Tripoli, il “bel suol d’amore”italiano che si correva sul “nuovissimo circuito” della Mellaha. E alla gara era abbinata una lotteria ricchissima per i parametri  di allora. Il  1935 fu l’anno del trionfo di un pilota della Merces che arrivava da un paio di anni di sfighe colossali. Il suo nome è Rudolf Caracciola. Nel 1933 era rimasto vittima di un gravissimo incidente in corsa. L’anno successivo una valanga aveva travolto ed ucciso sua moglie durante una vacanza. Caracciola, quell’anno, voleva  la riscossa personale e professionale. Per tutta la gara sputò sangue e sudore per mettere  fuori combattimento i nostri Varzi e Nuvolari, e alla fine trionfò. Un Gp storico.

Ora, non è detto che un biglietto della lotteria di Tripoli sia lí a portata di mano per farvi iniziare alla grande la vostra collezione. In questo caso vale la pena di documentarsi un po’ e scopri altre curiosità che faranno di voi i re delle collezioni di questo tipo.

Volete un altro esempio? Pronti. Anno 1928. Viene bandita la “Grande tombola nazionale a beneficio degli orfani di guerra”. Primo premio: mezzo milione. Di lire. Duecentocinquanta euro? Dati Istat alla mano, calcolando rivalutazione, costo della vita, e un po’ di altri parametri noti soltanto agli esperti di statistica la cifra è più o meno corrispondente a 200 mila euro di oggi. Le schedine venivano vendute in buste contenenti tre  biglietti, al prezzo non certo popolare di “lire cinque”. Premio da riscuotere entro 180 giorni.  Il prezzo odierno per collezionisti è dai 20 ai 30 euro. Anche  in questo caso vale  – come per tutte le raccolte di materiale cartaceo e non soltanto lo stato di conservazione del materiale, il grado di deterioramento della carta, il colore, e via elencando.

Ma parlare di lotterie significa anche attraversare la storia d’Italia, osservando da un altro punto di vista i cambiamenti socio-storici del Paese. I grandi eventi, positivi o negativi che hanno segnato la nostra storia. Un esempio è utile per capire. Nel 1952 viene bandita la lotteria Napoli -Agnano pro alluvionati. Ticket bianco -azzurro. Grande battage pubblicitario per quella che viene definita “opera di solidarietá nazionale”. Se li cercate  on line li potete trovare a prezzi vari. Ma la quotazione più o meno reale, per un singolo tagliando, è di circa 40 euro. Qualche collezionista li vende anche a cifre piú alte, ma è sempre questione quanto ci tenete ad avere nel vostro raccoglitore il “primo biglietto della solidarietà”.

E poi c’è quel mondo enorme che è quello della Lotteria Italia, quarant’anni di storia scanditi da una  estrazione che, una volta l’anno, fa incrociare le dita a qualche milione di connazionali. Il mercato dei collezionisti non si risparmia, e i ticket dell’ultimo decennio si trovano assolutamente senza problemi. Magari anche a casa di qualche parente scaramantico che tiene tutto, ma proprio tutto. L’unico guaio è che il valore è scarso, da uno a due euro, non di più. a meno che non sia un ticket vincente. Ma, alla fine, quello chi ve lo consegna? In questo filone si inserisce anche l’ultima trovata: il collezionismo dei biglietti del Gratta e Vinci. Usati e vincenti. Valgono poco e rendono poco. E si rischia la truffa. Io raccolgo soltanto i biglietti delle lotterie d’epoca.

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