Cesare Cremonini | “Musica e fibre nervose”
di

|
| 2014 | 2014 – Numero 3 | In evidenza | Investo Show
| giugno 2014 | 2127 Visite | con No Comments

Ha trentaquattro anni e quest’anno festeggia quindici anni nella musica da classifica. Cesare Cremonini è un talento grande a cui a diciotto anni è stato chiesto di crescere più velocemente della sua età. L’educazione ha sicuramente fatto la differenza, portandolo oggi non solo a meritare e collezionare successi ma anche a presentarsi con uno spessore umano raro.
Alla presentazione del suo nuovo disco, “Logico”, si è raccontato senza pianoforte ma con energia e talento comunicativo, sorridendo anche all’idea che “già in preorder, Logico vanta recensioni fantastiche e 50 stellette di gradimento”.
Cosa rappresenta questo nuovo tuo lavoro, a due anni di distanza da “La teoria dei colori”?
“Logico è lo specchio dei miei trentaquattro anni. Mi sono messo a nudo senza mettere definizioni. Lascio aperte molte porte, indagini su se stessi tipici della mia età e più affascinanti perché sono i momenti in cui ti confronti con le paure di trasformarti”.
Logico è molto diverso dal precedente disco…
“Per come sono fatto io, ogni album nuovo è una reazione allergica a quello precedente. Ho bisogno di credere in prima persona al fatto che l’album è qualcosa che deve farsi scoprire poco alla volta. In un’epoca dove ci siamo abituati a dialogare in 140 caratteri, l’album rimane un invito a venire a trovarmi a casa. È la scoperta di qualcosa, non qualcosa di simile. Il rischio è quello di fare una brutta copia di qualcosa già fatto. ‘Logico’ è un disco di grande stimolo, si mischiano generi come nelle situazioni internazionali dove le barriere musicali vengono abbattute. Questo disco raccoglie più domande che risposte e rappresenta molto me stesso e il mio stato d’animo”.
Se tu dovessi definirlo?
“É un disco dove ho fatto più ricerca, non esiste quasi un suono che non arrivi da un preset. Ho sempre cercato di prendere il mio spazio con entusiasmo e sento questo disco decisamente libero. Ho la pretesa e il desiderio che si ascolti dall’inizio alla fine, voglio che si presenti come opera completa, onesta e completa.
È un album che vuole essere capito e sentito. Non ho mai amato particolarmente chi al primo ascolto già decantava e giudicava il mio disco… ‘Logico’ ha avuto 50 stellette in preorder, significa che ci sono persone che hanno messo un parere sulla fiducia ma senza aver ascoltato il disco. Non sono mai stato fan di chi a metà disco fa la recensione osannandomi. Mi piace ripeterlo, ‘Logico’ è un disco che ha bisogno del suo tempo”.
Hai cambiato approccio alle tue canzoni?
“Ho sempre dichiarato che le canzoni si scrivono a occhi chiusi… qui è come se gli occhi fossero socchiusi con la voglia di intravvedere le luci e sentire bene il pavimento”.
Logico è un disco anche molto ironico.
“L’ironia è meravigliosa e vorrei ci fosse la possibilità di svecchiare l’idea che il cantautorato debba per forza essere serio. Quando c’è talento, qualunque esso sia, insegna qualcosa”.
Leggi matematiche impegnano la copertina.
“La copertina è minimalista. La scelta di simbologie non è legata alla matematica ma rispetto alle scelte logiche della vita. Logos è quella ricerca di razionalità più intima, è pensiero…  Il musicista è pura logica quando studia uno spartito non rifiuta la logica della matematica e delle emozioni. Logico è la parola che sento ripetere da quando sono bambino da mio padre con i suoi pazienti”.
Come investi nella musica?
“Nella musica cerco di puntare sempre al massimo. La mia vita si riflette inevitabilmente in quello che scrivo. Mi piacerebbe essere meno randagio a volte, ma ammetto che il mio stile di vita è quello che mi permette di scrivere meglio. Non voglio sembrare bastardo ma la fidanzata che mi fa scrivere poco è una storia che finisce presto”.
Che responsabilità senti quando scrivi?
“Ho la responsabilità di comunicare qualcosa. Voglio rispettare il valore e il dovere di comunicare. Se smettiamo di parlare si perde il sapore delle cose e la curiosità delle persone. Ho sempre surfato sulle onde della vita con spensieratezza. Ogni progetto nuovo mi sento emozionato come durante il lancio del primo razzo sulla Luna. Ho il grande privilegio di poter fare il lavoro che amo e che è la mia passione. Desidero vivere la vita di oggi nel bene e nel male. Vivo e mi commuovo con gli altri. La differenza vera oggi la fanno i sentimenti, la sensibilità umana è la vera livella. Ci ho messo quindici anni a tornare dov’ero: sono felice, ho una carriera libera di crescere e di potermi esprimere ma rimango un ragazzo estremamente bisognoso di imparare”.
Come ti poni nei confronti della crisi che viviamo da tempo?
“Sono ottimista, sempre. L’Italia è terra di grandi talenti che in questo periodo hanno bisogno di essere applauditi”.
Logico partirà con un tour eccezionale, ce ne parli?
“Il tour partirà ad ottobre e sarà un tour esplosivo, il più importante della mia carriera! Negli anni passati ho fatto fatica ad esprimermi al meglio con un tour dovendo per forza escludere alcune regioni. Avendo Freddie Mercury come idolo, il palco è sempre stata la mia dimensione ideale. Sarà il concerto di un artista che ha vissuto un percorso umano molto lungo, non ho in mente ancora la scaletta ma ho una varietà di canzoni da imbarazzo nella scelta. Non ho mai messo la carriera in mano ai miei fan. Preferisco fare scelte che siano criticate piuttosto che uniformarmi a scelte altrui. Sarà un tour fantastico, sul palco dò sempre il 470%”.
Quando sarai a Torino?
“Sarò al Palaolimpico di Torino il 22 novembre”.

Condividere questo articolo:

Commenti chiusi