Jaguar F-Type V6 Supercharged S
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| 2014 – Numero 1
| febbraio 2014 | 2255 Visite | con No Comments

Se anche voi pensavate che la generosa quantità di rupie che Ratan Tata ha versato nelle casse della Factory di Coventry non avrebbero portato risultati degni della storia del marchio, beh, direi che vi dovrete ricredere; personalmente ritengo che mai, come in questo periodo, la Jaguar abbia (e stia) per produrre vetture desiderabili, innovative e di qualità.
Nel caso della F-Type, inoltre, si è partiti proprio dalla versione convertibile per far vedere come l’azienda sia viva e propositiva, pronta a sottolineare la passione e il desiderio della guida “en plein air” (anche se rappresenta solo una nicchia del mercato globale) e a conquistare nuove tipologie di clienti (leggere: “più giovani”).
Inizierò col dire che le somiglianze con la sua progenitrice E-Type non sono molte, ma forse è meglio così… Non amo i confronti e questa spider è una sportiva “nuova” che cerca, però, di mantenere i valori imprescindibili del marchio, ossia materiali e finiture di alto livello.
Pelle di ottima qualità a profusione, cuciture a vista, inserti in alluminio e bocchette di areazione a scomparsa; mi viene illustrato anche un sistema di Infotainment all’avanguardia che ha, tra le sue funzioni, molti abili giochini di marketing: indicatore di forza “G”, laptop timer, che magari molti non utilizzeranno mai, ma che fanno molta coreografica scena.

Interessante, invece, la possibilità di poter agire (sempre attraverso il touchscreen a colori da 8″ del sistema “Configurabile Dynamics”) alla selezione dei vari parametri di guida: sospensione, volante, cambio, ecc.
La posizione del guidatore è perfetta (ecco perchè Jaguar definisce “1+1” l’abitacolo della sua sportiva) e la cosa che si apprezza di più è proprio l’esperienza di guida: istintiva, intuitiva, intensa; una volta tanto non esagera nemmeno la brochure ad usare questi termini e ci vuole davvero un attimo perché si crei una perfetta interazione tra il pilota e la vettura, tanto che l’abitacolo sembra creato su misura per chi guida e al passeggero non rimane che tenersi saldamente alla maniglia centrale, unico vezzo a lui dedicato.
Particolarmente riuscita è la vista posteriore, con i gruppi ottici molto sottili, il vistoso diffusore è l’ala mobile (che fuoriesce automaticamente oltre i 100 km/h e scompare al di sotto dei 60 km/h)
La Jaguar dice che venderà le tre motorizzazioni della F-Type in egual misura; io, invece, penso che la privilegiata sarà la V6 Supercharged da 380 CV; 40 ronzini in più (rispetto al motore d’ingresso) potrebbero sembrare pochi ma, fidatevi, trasformano la Jag in una macchina decisamente più veloce, quindi il nostro “investimento” va sulla F-Type S.
Con questo motore il telaio è perfettamente bilanciato, anzi, è proprio con il 3.0 che si hanno le maggiori doti di precisione e reattività; il guidatore può sfruttare al massimo le prestazioni tanto che, anche in modalità “Dynamic” (la mia preferita), il sistema di sospensioni attive le permettono di essere docile come una vera Jaguar richiede.
Nonostante sia “poco” più piccola di una XKR, guidandola in modo vivace e sostenuto sembra “molto più” piccola e meno impegnativa di una XKR, soprattutto sul bagnato (per cui è stato dedicato anche un settaggio specifico). Lo abbiamo capito dopo aver lasciato Cherasco (sede del nostro shooting fotografico statico) per arrampicarci sulle colline del Barolo. Grandi accelerazioni e in curva quella gradevole sensazione che permette di giocare con l’acceleratore, con il posteriore che entra in un leggero sovrasterzo progressivo (controllabile senza fatica) e porta i suoi limiti sempre più in alto. La Jag scoda, fa divertire, ma non mette mai ansia; il differenziale autobloccante permette di derapare con pieno controllo del mezzo e, nello stesso tempo, di acquisire velocità. Il merito è anche dell’ESP, che già in modalità normale lascia un buon margine di controllo al guidatore, mentre in quella intermedia mette la pezza solo prima di far danni. Consigliato anche il sistema “Jaguar High Performance” (optional) per le inevitabili frenate a cui dovrete abituarvi, se ne guidate una, alla vista degli autovelox.
Penso, inoltre, che la rapidità del cambio automatico ZF a 8 rapporti non faccia rimpiangere un “manuale” e si integri perfettamente, con il suo software intelligente e adattivo, alle qualità dinamiche della vettura, sia quando si selezionano le marce attraverso i paddle, sia quando gli si fa gestire le cose (autonomamente) in “D”, con buona pace dei doppia frizione concorrenti. Ci ho provato: andavo rilassato in 6 (i rapporti sono, addirittura, otto nel Quickshift) ed ho infilato il più rapidamente possibile la 3; il risultato è stata una scalata immediata, perfetta, accompagnata da un sound coinvolgente !

Idem se siete in manuale e decidete di fermarvi in 2°: lui mantiene questo rapporto e dovrete essere voi, con la leva del cambio (tipo joystick) o tramite le levette anodizzate al volante (colore oro, come tutti i componenti legati alle prestazioni della vettura) a mettere in 1° per ripartire.
La cappotte ha un’ottima insonorizzazione e impermeabilità, può essere azionata anche in movimento (fino a 50 km/h) e impiega 12 secondi per farvi godere del vento tra i capelli.
Di serie anche il tasto che permette di dare libero sfogo allo scarico, progettato in collaborazione con Ducati, che risulta però (rispetto a quello del V8) dal suono più artefatto, quasi fosse preso dalla PlayStation; ovviamente lo lascerete sempre inserito e vi servirà solo per evitare di incorrere in qualche sanzione per il disturbo della quiete pubblica.
Con l’arrivo imminente della Coupè, sono molto indeciso su quale delle due carrozzerie consigliare: il vento tra i capelli della Convertibile o la capacità di carico (bagagliaio da 407 litri) della Coupè ?
Si sa, per una due posti “secchi” abbattere i sedili è una cosa praticamente impossibile, quindi bisogna attentamente analizzare l’unica capacità disponibile del vano bagagli: quella minima di 196 litri, perché l’inglese aperta ospita, proprio li, la batteria ed il serbatoio lavavetro (per una miglior distribuzione del peso)… Ma, forse, anche chiedersi quale delle due guiderebbe Diabolik può aiutare…
Un vero peccato, quindi, lasciare quest’oggetto, nella maggior parte dei casi, al pubblico di americani (soprattutto della west coast), inglesi e tedeschi, in rigoroso ordine di importanza di mercato; a noi non rimane che sperare che, prima o poi, anche in Italia l’auto sportiva non sia più vista solo come un “demone” da vessare, ma ossigeno la cui vendita aiuterebbe le tasche del nostro Paese.
Un ringraziamento speciale alla Concessionaria Jaguar bi-Auto Group di Torino, che ci ha supportato nella realizzazione del servizio.

InvesTo NO

In “Drive” il display non visualizza la marcia inserita; lo fa solo in modalità “manuale”, dopo aver usato (per una volta, al fine di scalare o aumentare il rapporto) i paddle o la leva del cambio;
Aletta parasole sportiva, con specchietto di cortesia, optional a 70 euro;
Un accessorio che, una volta tanto, non è optional, ma di serie: il super bollo !

InvesTo SI

Il V6 da 380 CV. Secondo noi il miglior compromesso telaio-motore;
Il sistema stop-start: talmente veloce che in città si può anche pensare di utilizzarlo;
Gli scarichi centrali, che fanno molto E-Type.

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