Un diamante è per sempre, ma subito è meglio
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| 2013 - Numero 6
| novembre 2013 | 4476 Visite | con No Comments

2013-N06 InvestoLuxury
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Dicono di lui che sia per sempre. Che sia il miglior amico delle ragazze. Quel che è certo è che si tratta da sempre di uno dei simboli del lusso, dell’estetica e del bello in generale. Il diamante è tutto questo, ma è anche di più: soprattutto in tempi di incertezza come quelli che stiamo vivendo, un diamante può essere anche un’ottima forma di investimento, sicuro, al riparo da qualunque brutta sorpresa, con un listino che non teme scosse telluriche e una domanda che, in giro per il mondo, non cessa di essere presente e – a suo modo – famelica. I diamanti, ma non solo loro, sono stati nelle settimane scorse i protagonisti di EuroMineralExpo, fiera di settore ospitata a Torino. L’occasione per fare il punto della situazione, a livello di settore, ma anche per esplorare nuovi gusti e tendenze emergenti. Perché il diamante è solo la punta dell’iceberg, nel mondo delle pietre preziose. E spesso dietro di lui si nascondono soluzioni interessanti, ma poco conosciute o valorizzate. “Un diamante è sempre un diamante. Sia come gioiello che come oggetto da collezione o, addirittura, come investimento”, riconosce Giovanni Lombardi, accento toscano che ne tradisce la provenienza geografica e un’enorme conoscenza sia in termini di addetto ai lavori, sia come geologo e semplice appassionato di minerali e pietre preziose. “E’ la pietra per eccellenza, che piace di più ed è famosa sia per la sua bellezza che per il suo valore. E’ di sicuro la tipologia più richiesta, nel nostro settore, che grazie al suo listino sicuro e privo di contraccolpi di mercato rappresenta un ottimo bene rifugio”. Con un dettaglio non trascurabile: oggi il listino dei prezzi dei diamanti è redatto in dollari, il che avvantaggia il mercato europeo, grazie al sistema dei cambi rispetto all’Euro. E non solo. Il diamante è anche un bene prezioso, ma poco ingombrante rispetto ad altre soluzioni di investimento di capitali. “Concentra grandi valori in pochissimo spazio – dice Lombardi -, pensiamo per esempio all’acquisto di un immobile. E poi, rispetto alle case, è anche meno tassato. Si paga l’Iva al momento dell’acquisto e poi basta, niente Imu o simili. E non deperisce, non ha bisogno di particolari manutenzioni. A differenza dell’oro, però, chi sceglie di investire in questo settore ha forse più bisogno di un professionista per orientarsi senza sorprese”.

Ma quale budget si deve avere, per investire in diamanti? Non troppo, garantiscono gli esperti. Possono bastare anche 20mila euro. Poi, la scelta, riguarda l’oggetto vero e proprio dell’acquisto: un solo pezzo da qualche carato o tanti piccoli pezzi da mezzo carato? Senza dubbio, la seconda: “E’ più facile collocare sul mercato elementi più ridotti come dimensioni – dice ancora Lombardi – rispetto a un unico pezzo più grosso. Basta pensare a quelli che sono i mercati più vivaci, in questo momento, come i Paesi emergenti e i cosiddetti nuovi ricchi. Se arabi e russi si buttano su elementi da qualche carato, anche se con livelli di gusto e di competenza differenti, altre zone come la Cina, dove sta emergendo una classe sociale benestante, la domanda è più legata a pezzi più piccoli. E visti i numeri della popolazione, si fa in fretta a scatenare un rastrellamento di diamanti piccoli sui mercati mondiali, aumentandone il valore per chi vende”.

Ma, come detto, investire in pietre preziose non vuol dire necessariamente investire in diamanti. Esistono anche percorsi alternativi, ma altrettanto validi. Basta farsi coraggio e andare al di là delle abitudini consolidate. “Vanno forte, sul mercato italiano, anche lo zaffiro, il rubino e lo smeraldo – dice ancora Giovanni Lombardi –. Ma con tendenze diverse: se lo smeraldo sta un po’ perdendo appeal, ne sta guadagnando lo zaffiro, visto che è stato indossato dalla principessa Kate in occasione del matrimonio con il principe William. Le mode e le tendenze contano molto, in questo settore. Ma ci sono protagonisti emergenti che spesso la pigrizia degli operatori lascia in disparte. Penso al gruppo dei granati, come la Tzavorite, pietra scoperta in Kenya e Tanzania, molto simile allo smeraldo, ma dalle caratteristiche di resistenza superiori, quindi molto più utili per realizzare gioielli. Una certa popolarità, di questi tempi, la sta vivendo anche la Tanzanite, molto simile allo zaffiro e scoperta, fino a oggi, soltanto in Tanzania. Costa meno dello zaffiro e grazie alle sue caratteristiche può cambiare il suo colore dal blu al viola. Solo che il filone da cui viene estratta potrebbe avere una durata non superiore ai prossimi dieci anni”. Ma questo non fa di lei una pietra da avere assolutamente, anzi: c’è da starne in guardia. Il perché, ancora una volta, è legato alle logiche di mercato. “Una pietra deve essere rara, ma non rarissima. Altrimenti diventa oggetto da collezione e non certo un prodotto con un mercato e una valutazione allettante per chi lo possiede”.

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