Qualsiasi esigenza di ogni investitore
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| 2013 - Numero 6
| novembre 2013 | 1640 Visite | con No Comments

2013-N06 InvestoBanking3
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Qualsiasi

esigenza di ogni

investitore

by sebastiano marinaccio

Consultinvest si è caratterizzata nell’arco di 25 anni come una struttura di gestione sempre affidabile, anche nei momenti in cui i mercati hanno ostacolato pesantemente la crescita dei portafogli, come è avvenuto frequentemente nell’ultimo quinquennio di forte crisi economica e dei mercati finanziari. Maurizio Vitolo, fondatore con alcuni

amici e colleghi oltre 25 anni fa di Consultinvest e amministratore delegato della società, spiega la sua filosofia e soprattutto l’unicità dell’approccio di investimento volto al ritorno assoluto.

Che cosa contraddistingue Consultinvest sul mercato? Quali sono le particolarità di questa società?

«La filosofia di investimento di Consultinvest Sgr SpA è focalizzata da sempre sulla comprensione dei bisogni dei clienti: non a caso abbiamo clienti privati e professionali che ci seguono da quando ci siamo costituiti oltre 25 anni fa. Da allora lo stesso team di gestori continua ad affinare una metodologia che consente di soddisfare qualsiasi esigenza di qualsiasi investitore, sia privato sia istituzionale».

Come fare a centrare in ogni occasione l’investimento giusto per ogni investitore?

«Noi crediamo che non esistano investimenti buoni o cattivi, ma buoni o cattivi investitori. Diventare buoni investitori è un processo che ha bisogno di molti ingredienti, quali la curiosità, l’intelligenza, la tecnologia e la capacità di cogliere in quale fase del ciclo economico ci troviamo. Il buon investitore deve riuscire a sapere dosare e a tradurre concretamente la matematica, la storia, la politica e la filosofia, deve attualizzare e contestualizzare metodologie e processi gestionali».

Stabilito ciò, però, investire in maniera efficace in tutte le condizioni di mercato significa anche sapere prevedere decisioni di gestione.

«La convinzione che il capitale deve essere preservato dagli eventi traumatici di mercato, ci impone l’applicazione di particolari tecniche continuamente testate, in grado di adattarsi rapidamente ai continui e sempre più repentini movimenti dei mercati finanziari, spesso dovuti a fattori esogeni agli stessi».

Nel momento in cui gli indici azionari e obbligazionari ritracciano non è facile portare a casa comunque risultati positivi.

«Preferiamo non sottostare alle rigide regole normalmente diffuse del parametro a benchmark: seguire gli indici significa non fare selezione e acquistare tutto ciò che esiste all’interno del paniere, come se tutti i titoli fossero di qualità. Ma non vogliamo nemmeno seguire modelli profetici

o di convinzione: non è il nostro mestiere assurgere a guru della finanza, non è il nostro mestiere fare previsioni sui listini. A noi non interessa dove andranno i mercati: noi saremo sempre attenti e anche un po’ diffidenti. Per questo motivo abbiamo da sempre coltivato e sperimentato con successo la filosofia della gestione attiva/flessibile e, grazie a questo approccio, molti dei nostri fondi conseguono risultati eccellenti e duraturi».

Quali livelli di rischio affrontate per ottenere questi risultati?

«Preferiamo creare strumenti di investimento soddisfacenti nell’arco temporale indicato dalle esigenze del cliente, piuttosto che applicare concetti di pura osservanza di propensione al rischio, il nostro team adotta varie strategie di gestione del rischio, tutte costantemente monitorate».

Quali sono regole base della vostra strategia di investimento?

«Impostando i portafogli sui vari obiettivi di durata attesa applichiamo la sana regola dell’estrema diversificazione e della decorrelazione più ampia possibile tra i vari asset. Con questa tecnica abbiamo la possibilità di inserire nei nostri portafogli veri talenti, che possono essere titoli o altri gestori, magari specializzati in quelle nicchie di mercato dove riteniamo che ci possa essere un valore che è possibile estrarre solo con grandi competenze, talenti che vengono individuati attraverso un meticoloso processo di ricerca nell’intero universo investibile. Questa metodologia ci consente di dare solidità e robustezza ai portafogli, permettendoci di cogliere le opportunità che i mercati continuamente offrono amplificando la probabilità di ottenere risultati complessivamente positivi».

Quali sono le componenti più importanti

che determinano il rendimento nei vostri

portafogli?

«La maggior parte del rendimento dei nostri portafogli deriva dalla corretta ponderazione degli asset che lo compongono per un preciso arco temporale, creando il giusto equilibrio tra obbligazioni, azioni e liquidità: non dimentichiamoci che laddove si inserisce volatilità, anche se controllata, i risultati risultano molto più importanti».

Quali sono le vostre tecniche per contrastare il rischio? Come riuscite a gestire

questa variabile?

«Si può riuscire a contrastare il rischio anche accettando una maggiore volatilità: attribuire un valore numerico al rischio rende l’investimento consapevole e consente di dare un prezzo a qualunque strumento finanziario. I nostri gestori cercano di capire sempre se il prezzo per il rischio è corretto, evitandone assunzioni concentrate. Il nostro concetto di rischio lo identifichiamo nella possibilità che l’investimento produca rendimenti inferiori rispetto a quelli attesi».

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