Porsche 911 Carrera S Cabriolet
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| 2013 - Numero 5
| settembre 2013 | 2560 Visite | con No Comments

2013-N05 InvestoLuxury
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POTENZA: 400 CV
PREZZO: 142.000,00 €
DRIVER: Marco Longhini

È un momento molto interessante per la Porsche 911, visto che si stanno festeggiando i suoi primi 50 anni e ci sono ancora due generazioni in sovrapposizione: i modelli più performanti, marchiati 997, ed i nuovi che si arricchiscono, via via, di specifiche versioni che già si basano sulla 991; tra queste, anche la Carrera S Cabriolet.

Questa è la sesta incarnazione della 911 ma, come sempre accade con la sportiva di Zuffenhausen, le differenze ci sono (e tante) ma non si devono necessariamente vedere. All’esterno solo lievi modifiche in termini di dimensioni (52 mm più larga all’anteriore, 56 mm più lunga con un’altezza ridotta di 3 mm da terra; 60 kg in meno di peso, nonostante un passo che è 100 mm più lungo e regala un plus di 2,5 cm per le gambe di chi siede davanti ) che, abbinate alle prese d’aria più generose, le ruote da 20″ di serie, il nuovo taglio dei fari posteriori e i gruppi ottici anteriori di nuova concezione (ma che non percorrono nuove e pericolose strade, com’era avvenuto con la 996) le danno un forte impatto visivo.

La vera novità, però, sta proprio nel tetto in tela che sagoma, perfettamente, quello della sorella coupé e, anche quando è riposto, diminuisce il rigonfiamento sul posteriore rendendola più fluente rispetto al modello precedente. Il nuovo soft top della 911 Cabriolet è bello da vedere anche dall’interno tanto che, impiegando magnesio leggero per la sua struttura, ti fa sembrare di avere un hard top solido sopra la testa, dal perfetto isolamento termico ed acustico; non si notano né le centine sotto la tela, né altre parti che possano interrompere la continuità della linea estetica e può essere ripiegato in 13 secondi, fino ad una velocità massima di 50 km/h (modalità interessante, soprattutto nel caso incontriate un improvviso acquazzone sul vostro cammino). Guadagna, inoltre, un frangivento elettrico (molto comodo e di facile utilizzo) anche se la linea inclinata del parabrezza procurerà ancora qualche problema di turbolenze, soprattutto ai guidatori più alti.

Anche la 911 Carrera S Cabriolet si avvale di uno spoiler adattativo che, a capote aperta, assume posizioni specificatamente studiate per questo stato.

Una delle qualità più amate dai possessori di 911, e quindi invidiate dalle Case automobilistiche concorrenti, e la sua praticità e totale integrazione nella guida cittadina, tanto che la tedesca viene spesso utilizzata quasi fosse una prima vettura e sul mercato dell’usato sono numerose le 911 che si presentano con medie di 20.000 km/anno. Ora, proprio grazie all’amato/odiato servosterzo elettrico (che prende il posto dell’idraulico presente sulla 997) le manovre per i parcheggi risultano prive di sforzi; la visibilità è buona e l’unico limite è il lunotto posteriore (neo della cabrio) cui, però, vengono in aiuto i sensori di parcheggio. La panca posteriore aumenta lo stivaggio (solo ad un nemico si può pensare di farci intraprendere un viaggio) e il programma  “Normal” del PDK (se avete scelto il cambio doppia frizione a 7 rapporti) provvederà a rendere accettabili i consumi. Le buche si sentono, ma sono ammortizzate in maniera accettabile, scendere e salire non sarà mai troppo scomodo, ne complicato, tanto che risulta anche una delle sportive preferite dal pubblico femminile che, naturalmente, non la vogliono solo per ammirarla… Ma per guidare !

Nonostante la S continui ad avere l’unita boxer da 3.800 CC, ora ha al suo attivo ben 400 CV ed i consumi sono scesi del 15 %; non male vero ? Merito del recupero dell’energia, dello “start-stop” (ormai di casa anche sulle supercar più performanti ma, fortunatamente, disinseribile ed escluso automaticamente in “Sport”) e della funzione che vi permette di “veleggiare” (inedita per le auto sportive) ammirando il paesaggio; non significa altro che rotolare in fase di rilascio e realizzare su alcuni tratti un consumo paragonabile a quello del motore in folle. Geniale !

Inoltre, la nuova generazione delle Porsche 911 permette al conducente di vivere la guida in modo ancora più sportivo, non soltanto con la capote aperta: il “Sound Symposer”, che è previsto di serie in entrambi i modelli, trasmette un sound più prorompente del motore all’interno dell’abitacolo ed è comandato attraverso il tasto “Sport” (ora di serie) che potete premere quando preferite. Si, lo so, un po’ Playstation, ma non piacerà solo ai vostri figli, ve lo assicuro.

Anche le 911 decapottabili hanno rinunciato al freno a mano, per lasciar spazio al nuovo tunnel centrale ascendente che (già visto sulla Panamera, ma che è più chic dire arrivi in ossequio alla Carrera GT) raggruppa i principali pulsanti di attivazione degli optional; Il freno di stazionamento è del tipo a comando elettrico e può essere attivato manualmente (tramite un tasto situato a sinistra, sotto il volante). Gli interni fanno perno sulla nuova  strumentazione con contagiri centrale e lo schermo da 4,6 pollici (ad alta risoluzione) con tecnologia TFT e VGA che visualizza, oltre alla distribuzione della trazione, anche le informazioni del nuovo sistema adattivo di regolazione della velocità (“ACC”, se dotate di PDK), del sistema audio o del navigatore. Bello, anche se (a volte) un po’ disorientante, soprattutto se vi mettete a giocare con il “misuratore di forza di gravità su quattro assi”, dalla grafica molto accattivante. La posizione di guida, credetemi, risulta ai limiti della perfezione assoluta: la triangolazione pedaliera, sedile e volante è quanto di meglio si possa chiedere e vi fa sentire tutt’uno con il mezzo. Ma se le prestazioni sono la vostra priorità assoluta, beh, sappiate che avete a disposizione un “power kit” di elaborazione che porterà la vostra 911 a 430 CV e includerà il “pack sport”, che vi apre le porte alla modalità “sport plus”, lo scarico sportivo (essenziale per supplire al suono, sempre piuttosto discreto, del Boxer) e alcune parti in titanio e carbonio per il vano motore. Altrimenti zero a 100 in 4,3 secondi e velocità massima fissata in 300 Km/h, che risultano già decisamente interessanti per una cabriolet.

Della precedente 997 rimangono l’eccellenza dell’impianto frenante, potente, modulabile e resistente alla fatica e il lato “premium” (comune a tutte le Porsche) legato ai gadget in grado di accontentare ogni palato e far lievitare in maniera esponenziale il costo di listino. Ma come resistere ? Quindi cercherò di consigliarvi solo quelli, a mio giudizio essenziali, visto che se già scegliete la S il pacchetto di serie risulterà essere più interessante: il volante “Sport Design” (esteticamente bellissimo, ma obbligatorio con il PDK – anch’esso optional – perché offre la logica delle cambiate attraverso i paddle),  il pacchetto “Sport Chrono” (che rende ancora più articolata la gamma degli assetti e prevede – per la prima volta – anche i supporti motore dinamici di tipo regolabile:: vi dice nulla la 911 GT3?), il BOSE® Surround Sound System (a volte bisogna ascoltare anche un po’ di musica), il cruise control (fare i 130, per lunghi tratti, vi assicuro non è semplice con questa cabriolet); Infine, se non inorridite all’idea di farla guidare anche da altre persone, beh, i sedili sportivi regolabili elettricamente che offrono, tra l’altro, l’utile pacchetto “Memory” e il dispositivo di regolazione elettrica del piantone dello sterzo (in relazione della chiave di accensione utilizzata)… In questo modo, non appena tornerà in vostro possesso non dovrete perdere tempo e potrete, immediatamente, rimettervi alla guida !

Se cercate, infine, quel tremolio dovuto alla paura di aver esagerato classico dell’essere su una “tutto dietro”, non pensiate che la raffinatezza e l’elettronica di questa 991 ve lo tolgano, anzi, interverranno (in alcune modalità, tipo lo “sport plus”) solo all’ultimo, per correggere e togliervi dai pasticci… Quindi ringraziatela, perché vi permetterà di osare di più, pur non essendo navigati piloti.

InvesTo NO
PDK e volante “Sport Design” solo optional;
Il servosterzo assistito elettricamente, reattivo e preciso, ma che toglie un po’ di coinvolgimento nella guida.

InvesTo SI
Il “soft top” che sembra, invece, un “hard top”;
La continuità della linea estetica, che ce la fa quasi preferire alla coupè;

Che anche dopo 50 anni la Porsche rimane sempre un’ottima amica: mai troppo aggressiva… Ma, nemmeno, innocua.

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